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Quelli che…argomentano l’ipocrisia

Come sempre, nei periodi difficili si notano tante cose, soprattutto i comportamenti delle persone e le loro propensioni.

Mi ha colpito la facilità con la quale alcuni passano da una cosa all’altra, spesso alternative tra loro.

Non so dire perché lo facciano, probabilmente scommettono sulla memoria corta oppure inconsapevolmente oppure, peggio ancora, per risultare graditi a tutti.

Riepilogo le cose più curiose. Quelli che:

  • chiedevano al Governo di bloccare le merci cinesi nei porti perché “trasportavano” il virus, ma – sempre loro – si lamentano che in giro non vogliono le bottiglie di vino italiano per la stessa ragione. Chi la fa, l’aspetti;
  • (Salvini) chiede di elargire agli operatori sanitari cifre a fondo perduto e poi deposita un emendamento al Decreto per concedere l’immunità totale, civile e penale, ai dirigenti ASL e regionali che li hanno costretti ad agire anche senza dispositivi di protezione. Una presa per il c… mostruosa;
  • criticano la Germania per come si sta comportando e poi, sempre loro, chiedono di fare come la Germania per le misure a sostegno delle imprese che, per inciso, sono come le nostre, ma con cifre diverse. Ipocrisie di basso livello;
  • (Salvini e Meloni) chiedono di agire contro l’Unione Europea perchè è matrigna contro l’Italia sulla vicenda degli Eurobond, ma tacciono sul fatto che chi sta bloccando tutto, sono propri i nazionalisti olandesi alleati di Salvini e Meloni nel Parlamento Europeo. Si lavino i panni sporchi in famiglia!
  • (I leghisti) alzano la voce sui finanziamenti italiani alla Tunisia in base ad un accordo contro l’immigrazione clandestina e stanno zitti sui finanziamenti e altri tipi di aiuti di altri paesi arrivati all’Italia, Tunisia compresa (un’aliquota di sanitari). Egoisti o altro?
  • hanno chiesto al Governo di sospendere o annullare i pagamenti di questi mesi. Giusto, ed è stato fatto. Strano, però, che nessuno di questi abbia chiesto al Comune o alla Regione di fare la stessa cosa per tributi e tasse locali oppure per gli affitti Agec e Ater oppure per alcuni balzelli AGSM, almeno per le famiglie in difficoltà causa virus. Strabici?
  • (Titolari attività economiche) si lamentano che hanno chiuso molte attività e poi si spellano le mani per applaudire i sanitari o si ammutoliscono davanti ai deceduti, come se la diffusione del contagio arrivasse da chissà cosa. Confusi?

Per fortuna gli italiani sanno osservare e capire bene quanto sta accadendo. Infatti, il 56% condivide le scelte finora messe in campo dal Governo.

Credo sia la risposta migliore allo strabismo imperante.

Se vuoi aggiungere una contraddizione osservata: info@vincenzodarienzo.it

Quanti soldi spendono per la crisi altri paesi?

Il Servizio Studi del Senato – Organismo indipendente – ha fatto luce sulla propaganda della Lega e delle destre sulle reali azioni economiche finanziarie dei vari paesi europei per fronteggiare l’effetto coronavirus.

Dal confronto è emerso – oltre al fatto che le cifre indicate dalla Lega sono sbagliate –  che è falso quanto viene detto, ovvero che altri danno soldi a fondo perduto o che mettono in campo più soldi dell’Italia.

In pratica, le distanze non sono così rilevanti e tutti offrono garanzie pubbliche, altro che liquidità senza restituzione.

Vediamo i dettagli.

La Germania. Il Governo federale ha adottato misure pari a 156 miliardi di euro che, nel loro insieme, genereranno un intervento complessivo del valore stimato di circa 1.100 miliardi di euro. Inoltre, attraverso il nuovo Fondo per la stabilizzazione economica (Wsf) si è esteso l’accesso alle garanzie sui prestiti pubblici per imprese di diverse dimensioni con un budget pari a circa 600 miliardi di euro di cui, però, solo 400 miliardi sono garanzie per i debiti di imprese colpite dalla crisi.

La Francia. Il Governo francese ha introdotto un pacchetto di misure economiche del valore complessivo di 45 miliardi di euro. Lo Stato accorda garanzie sui crediti concessi dalle società finanziarie alle imprese non finanziarie registrate in Francia per un totale di 300 miliardi di euro.

La Spagna. La Spagna ha adottato misure per un valore complessivo di 8,9 miliardi di euro in grado di mobilitare fino a 83 miliardi di euro di liquidità a supporto delle imprese attraverso il settore finanziario privato. Inoltre, il Governo spagnolo ha deciso di ampliare fino a 100 miliardi di euro l’ammontare delle garanzie pubbliche sui prestiti alle imprese e ai lavoratori autonomi.

L’Italia. Il Governo ha adottato misure immediate per 25 miliardi di euro che avranno un effetto leva sugli investimenti fino a circa 350 miliardi euro dell’economia reale. Inoltre, a supporto della liquidità necessaria alle imprese, garantirà prestiti fino a 400 miliardi di euro.

Cosa significa offrire garanzie? Che non si tratta di stanziare effettivamente le cifre indicate, ma produrre, potenzialmente, quei miliardi di finanziamento, ragione per la quale non è possibile un confronto vero sulle garanzie, perché dipende da quanto chiederanno le imprese in ogni paese.

Una cosa è certa, però: nessuno da soldi a fondo perduto.

Veneto batte Lombardia. Ma è vero?

Qualche giorno fa la rivista Harvard Business Review ha pubblicao un’analisi sulla rilevante discrepanza tra i dati del contagio rilevati nelle tre regioni (Lombardia, Veneto, Emilia Romagna) tra le più duramente colpite dal virus.

In particolare, l’analisi si è focalizzata sulll’approccio lombardo incentrato sull’ospedalizzazione massificata, a differenza di uno basato su assistenza domiciliare (Emilia-Romagna) o sui tamponi a tappeto (Veneto).

L’articolo di Harward, per la parte del confronto tra Lombardia e Veneto dice testualmente questo:

“Il diverso sviluppo del contagio in queste due regioni è stato segnato da una combinazione di fattori che, in alcuni casi, nulla hanno a che vedere con le capacità di chi le governa. La Lombardia ha una maggiore densità di popolazione e aveva un numero di casi superiore quando la crisi è scoppiata. Ma è ormai chiaro che ci sono state scelte di politica sanitaria nelle fasi iniziali che hanno influenzato i risultati che vediamo oggi.

In particolare, mentre la Lombardia e il Veneto hanno applicato approcci simili sul social distancing e la chiusura dei negozi, il Veneto ha affrontato il Covid-19 con diverse misure di politica sanitaria come:

– l’uso dei tamponi da subito sia su casi sintomatici che asintomatici;

– il tracing di potenziali contagiati. Se una persona risultava positiva al tampone, tutte le persone che vivevano con lei, così come i vicini di casa, venivano testati e in caso di mancanza di tamponi, venivano messi in quarantena;

– enfasi sulla diagnosi e sulla cura domestica. Dove possibile, i campioni venivano raccolti direttamente nelle abitazioni e analizzati da laboratori locali o regionali;

– monitoraggio e protezione del personale sanitario e di altri lavoratori essenziali. Questo ha incluso medici e infermieri, personale in contatto con popolazioni a rischio (assistenti in case di riposo per anziani), e lavoratori esposti al pubblico (cassieri di supermercato, farmacisti e operatori di servizi di pubblica assistenza come vigili del fuoco e poliziotti).”

Senza fare polemica, ho chiesto in giro a sanitari, a chiunque ho sentito e, sinceramente, nessuno è stato in grado di confermarmi quanto scritto nell’articolo.

Anzi, posso ragionevolmente dire che non mi pare proprio che in giro siano state fatte le cose che questa rivista cita.

O mi sbaglio? Scrivimi se hai informazioni che confermano le azioni che sono state scritte: info@vincenzodarienzo.it

 

Zaia si è occupato delle case di riposo?

Per tanti giorni ho seguito le conferenze stampa di Zaia.

In diverse occasioni ho notato la sua capacità di non dire tutto, ovvero solo quello che gli interessava e di alzare sempre lo sguardo verso Roma, in modo da mettere in mora qualcun altro rispetto alle tante cose da fare.

Quindi, in tante occasioni abbiamo sentito parlare di mascherine, guanti, respiratori e così via.

Va specificata una cosa: dal 2004 le competenze in materia sanitaria sono state attribuite alle Regioni. Spetterebbe a queste garantire l’efficienza del sistema sanitario regionale.

In tutta Italia, su questo punto ci torneremo, perché l’epidemia ha fatto emergere importanti criticità e lacune, a testimonianza che le scelte fatte non sempre sono state felici.

Qui in Veneto, inoltre, propagandato come sistema efficiente, non possono mancare le dotazioni per il personale sanitario, ivi compresi i medici di base o, peggio ancora, posti per rianimazione e attrezzature adeguate.

Ne parleremo dopo l’epidemia.

Ovviamente, in un contesto emergenziale come quello che stiamo vivendo, il

Governo non può che fare la sua parte.

Ecco, questa certezza, che il Governo deve comunque agire, è stata presa a pretesto per scaricare su altri le proprie mancanze, con un gioco al rilancio che mediaticamente ha ingenenerato la convinzione che altri non hanno fatto il proprio dovere.

Invece, la prova provata del contrario, non solo è quella di aver scoperto tante falle nel sistema sanitario!/ospedaliero, ma alzando lo sguardo su altre esigenze sempre di carattere regionale, viene fuori un quadro desolante.

È il caso delle Residenze Sanitarie Assistite e delle Case di Riposo. Li non c’è Governo che tenga.

Innanzitutto, gli operatori non possono contare su competenze e dotazioni di livello ospedaliero ma si trovano a dover fare i conti con una popolazione ospitata altamente vulnerabile.

Più di 30mila anziani ricoverati in circa 200 strutture, pubbliche e private, devono affrontare l’epidemia di Coronavirus in condizioni assai complicate. Avevano bisogno si da subito di un’attenzione particolare che non c’è stata e almeno fino a due/tre giorni a abbiamo notato solo la forte latitanza della Regione.

Non risulta, inoltre, che la Regione abbia predisposto un monitoraggio di quello che sta succedendo. Quanti focolai di Covid19 ci sono nelle strutture venete e quanti contagiati? Qual è il fabbisogno di personale per sostituire chi è stato costretto a lasciare il lavoro perché colpito dal virus o dare il cambio a chi sta facendo turni massacranti? Chi deve provvedere alla continua sanificazione dei locali?

Le strutture, già alle prese con parecchi problemi di bilancio, si trovano a fare i conti con un peso insostenibile. Alcune sono già collassate, altre lo saranno a breve senza un intervento forte.

Su questo tema, per adesso solo allarmanti proclami a parte di Zaia. Ma non era il caso di agire sin dall’inizio dell’epidemia?

Zaia, basta chiacchiere, per salvare le persone anziane ospitate nelle Case di riposo, in particolare quelle pubbliche, servono risorse altrimenti il sistema crollerà, quindi, finiscila di fare propaganda e datti da fare, prima che si verifichi  la ‘Caporetto’ degli anziani del Veneto.