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Scalo merci verso il nuovo parco urbano

L’arrivo in città della linea alta velocità da Milano verso Venezia (e viceversa), oltre a revisionare l’attuale stazione di Verona Porta Nuova, comprende  la realizzazione del parco urbano nell’area attualmente occupata dall’ex scalo merci.

Infatti, nell’ambito di questo importante progetto di sviluppo, nel corso degli ultimi 15 anni, il Comune di Verona ha sempre chiesto, tra gli altri, la realizzazione di un parco urbano al posto della dismissione dello scalo merci di Porta Nuova.

In merito, secondo le intese raggiunte con il Comune di Verona, le Ferrovie dello Stato individueranno entro 120 giorni un operatore economico interessato ad acquistare l’area e, quindi, a realizzare gli interventi previsti.

Secondo l’intesa raggiunta, il parco urbano, oltre a svolgere un’importante funzione di riequilibrio ecologico all’interno di un più vasto ed articolato sistema del verde urbano, ospiterà attività ricreative, servizi ed attrezzature per lo sport ed il tempo libero, in un quadro di sostenibilità tecnico-economica complessivo.

La relazione economica, contenente un piano economico finanziario di massima, che illustrerà i costi e i benefici attesi, con particolare riferimento a modalità e tempi di realizzazione, alle fonti di finanziamento, alla sostenibilità economica del programma e delle singole fasi di attuazione è stata chiesta in capo all’operatore economico che manifesterà il proprio interesse.

Quindi, il lavoro finora prodotto e l’intesa finora raggiunta non comprendono la necessaria valutazione della sostenibilità economico-finanziaria, per la difficoltà al momento attuale di poter prevedere parametri immobiliari attendibili, vista la precarietà della situazione economica, da parte di operatori pubblici/privati, oltre a non comprendere, stante l’attuale indeterminatezza delle ipotesi di trasformazione, una completa valutazione del percorso urbanistico amministrativo da compiere.

Lasciare questa valutazione in capo all’operatore economico interessato a realizzare gli interventi potrebbe contrastare con l’interesse pubblico. Benché siano stati fissati i paletti entro i quali agire, è giocoforza ovvio che valutazione potrebbe essere sbilanciata a favore dell’operatore che la redigerà il quale, conseguentemente, potrà chiedere modifiche a scapito della consistenze delle aree non impiegabili, ovvero quelle destinate a verde pubblico.

Il parco è l’occasione per avviare un percorso di rigenerazione urbana dei quartieri di Golosine (senz’altro) e Santa Lucia (leggermente meno scontato) favorevole alla risoluzione di criticità legate all’obsolescenza del patrimonio edilizio, la carenza di standard a verde e la scarsa qualità degli insediamenti.

Altresì, uno spazio simile favorirà l’integrazione sociale, la qualità degli spazi pubblici, nuovi spazi ed attrezzature per il tempo libero, per l’incontro e la socializzazione che, insieme, contribuiranno ad elevare la qualità della vita, in particolare dei residenti nei quartieri a ridosso.

In questo contesto, evidenzio una rilevante criticità: la “realizzazione di un nuovo sottopasso che implementi i collegamenti e la relazione tra i quartieri a nord e a sud della linea ferroviaria”, ovvero al nuovo collegamento voluto dal Comune che da Piazzale Guardini (zona palazzo delle Poste) ed in futuro collegato alla tangenziale –  in zona via Albere – sbucherebbe in prossimità della rotonda di ingresso nel quartiere Golosine su Stradone S. Lucia.

Questa nuova strada è un controsenso rispetto agli obiettivi prefissati con la realizzaizone del parco urbano. Infatti, questo collegamento sposterà il traffico da altrove direttamente in bocca al quartiere, già gravato, per una parte, dalla presenza della Fiera che in alcune occasioni dell’anno va letteralmente in apnea.

Si tratta di un collegamento che non corrisponde all’esigenza di risolvere la pressione automobilistica da e verso il villafranchese che attanaglia il quartiere di S.Lucia.

Con questa proposta inserita nell’intesa, il Comune non solo non risolve il tema, ma crea dubbi sulla volontà di proporre l’allargamento dei cavalcavia ferroviari in via Albere – legati alla realizzazione della tratta alta velocità Verona/Brennero -, ovvero di quei due imbuti stradali che creano solo code.

E se anche la motivazione fosse che si intende favorire uno sbocco dalle Golosine verso le grandi arterie viabilistiche, passando per la tangenziale nord (e riducendo di 800 metri il transito attuale per accedere alla medesima tangenziale da via Albere) o che la nuova strada serve per togliere traffico da via Albere, ha senso spendere tutti quei soldi rinunciando a salvare S. Lucia dal passaggio veicolare da/verso Villafranca? Ha senso creare il traffico, compreso quello di passaggio da/verso la zona ZAI attraverso via Golosine, ossia dove oggi non c’è?

Questa nuova strada sarà presa d’assalto per raggiungere il parco urbano, la Fiera durante gli eventi e per recarsi ai centri commerciali Adigeo e a quello che sorgerà nell’area della ex Manifattura Tabacchi.

Altro aspetto da approfondire è il beneficio per il quartiere di S. Lucia. Il nuovo parco urbano è fisicamente delimitato nei pressi dell’attività economica di carrozzeria presente su Stradone S. Lucia. Non è chiaro se l’accesso è già previsto in quella zona. La distanza del parco da quel quartiere non consentirebbe alcune delle opportunità presenti, invece, per il quartiere Golosine. Anzi, restano intatti e impattanti – perennemente – tutte le infrastrutture ferroviarie oggi presenti.

Infine, va posta la massima attenzione su alcuni cardini da seguire nelle fasi che saranno perseguite. E’ mia convinzione che:

  • innanzitutto, occorra progettare la sicurezza dei luoghi, considerate le frequentazioni nonché la nuova e gradevole connessione h24 dei quartieri a ridosso con il centro storico;
  • il soddisfacimento della domanda abitativa sia rivolta in maniera significativa a favore della coesione sociale e, quindi, in una parte significativa occorrono interventi di edilizia residenziale sociale;
  • bisogna prevedere un elevato livello di accessibilità dello spazio pubblico;
  • perseguire il minor impatto possibile nel contesto verde degli edifici commerciali e residenziali;
  • una coerente integrazione delle infrastrutture della mobilità veicolare, pedonale e ciclabile con il tessuto urbano;
  • serva creare un efficace sistema di connessioni e percorsi in direzione della Fiera e di altre opportunità in costruzione;
  • la realizzazione di parcheggi a servizio della Fiera siano preferibilmente interrate o meno impattanti possibili sul nuovo contesto a verde;
  • sia favorita costantemente la partecipazione attiva degli abitanti nelle fasi decisionali, progettuali, di realizzazione, di monitoraggio periodico dello stato di attuazione e di gestione.