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Incendi ad aziende che trattano i rifiuti

In Veneto, e soprattutto a Verona, negli ultimi anni diversi incendi hanno colpito società attive nel settore della raccolta, dello smaltimento e del trattamento dei rifiuti.

E’ noto che il settore della raccolta e smaltimento dei rifiuti è oggetto di forti interessi da parte della criminalità organizzata che ha stabilito una presenza significativa anche in Veneto e a Verona in particolare.

Incendi ad aziende che trattano i rifiuti. Verona, i segnali tipici dell’intimidazione sono stati diversi.

 

Incendi ad aziende che trattano i rifiuti.

L’incendio di Isola della Scala è doloso?

Nelle prime ore di martedì 18 gennaio un incendio è divampato presso la ditta Agrofert di Isola della Scala (Verona), azienda che tratta rifiuti urbani.

Il rogo ha coinvolto diverse macchine operatrici per la movimentazione dei rifiuti che sono andate bruciate e avrebbe danneggiato la struttura.

Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco giunti da Verona e da Bovolone (località limitrofa a Isola della Scala) con i volontari con 3 autopompe, 2 autobotti, il carro NBCR (Nucleare Biologico Chimico Radiologico) e 21 operatori.

E’ intervenuta anche una squadra di tecnici Arpav e sono stati effettuati dei campionamenti di aria ambiente per la misura dei composti organici volatili nei pressi della ditta e nei campi circostanti potenzialmente interessati dalle ricadute.

La vicenda ha generato forte preoccupazione nella comunità locale per la natura e le caratteristiche dell’incendio nonché per il settore colpito dal rogo.

L’incendio ha un’origine dolosa? E’ responsabile la criminalità organizzata?

Le caratteristiche dell’incendio che ha coinvolto diverse macchine operatrici per la movimentazione dei rifiuti, sono particolari e meritano una profonda attenzione.

Ricordo che in Veneto, e soprattutto a Verona, negli ultimi anni diversi incendi hanno colpito società attive nel settore della raccolta, dello smaltimento e del trattamento dei rifiuti.

Secondo le analisi della Direzione Nazionale Antimafia il settore dei rifiuti è al centro degli interessi economici delle organizzazioni criminali. Di conseguenza, questi incendi devono essere valutati con particolare attenzione dall’autorità giudiziaria e di pubblica sicurezza perché possono essere gli indicatori di azioni di intimidazione e di condizionamento da parte di gruppi criminali.

Anche le relazioni territoriali sul Veneto della Commissione parlamentare di inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti e su illeciti ambientali ad essi correlati, di cui faccio parte, hanno evidenziato la presenza di gruppi criminali nel ciclo illecito dei rifiuti e ha sottolineato il fenomeno degli incendi di natura dolosa contro aziende operanti nel settore dei rifiuti.

Non nascondo una certa preoccupazione. Se dovesse essere confermata l’origine dolosa, si confermerebbe anche la matrice e, quindi, la penetrazione della criminalità organizzata nel nostro territorio.

Sulla base dell’esperienza acquisita nelle zone d’Italia ove il fenomeno della criminalità organizzata esiste da tempo, gli incendi sono tipici dell’intimidazione… a fare qualcosa.

Considerate le particolari caratteristiche dell’incendio, è necessario, quindi, avviare tutte le azioni necessarie per fugare ogni dubbio sull’eventuale coinvolgimento di gruppi criminali organizzati, quindi, ho chiesto al Ministro dell’Interno quali iniziative di competenza intende adottare per contribuire a fare luce sulle cause e sulla matrice dell’incendio di Isola della Scala e, soprattutto, quali iniziative di competenza intende adottare se dovesse emergere il coinvolgimento della criminalità organizzata.

TAV Verona/Pescantina, BASTA con la vuota annuncite!

Per l’ennesima volta l’Assessore comunale Segala ha annunciato le “novità” sulla tratta ferroviaria alta velocità Verona/Pescantina (IV lotto funzionale della TAV Verona-Brennero).

I suoi continui annunci sono un’inutile ripetizione di quanto già conosciamo… dal 2013.

Nove anni fa l’interramento della linea storica, quella dell’alta velocità nella zona di Via Fava, del Chievo, via del Fortino e La Sorte e, conseguentemente, la creazione di aree verdi e piste ciclabili sulle aree lasciate libere dai binari fu deciso con un Protocollo d’Intesa tra il Comune di Verona e Rete Ferroviaria Italiana.

Presentarlo come un successo attuale e personale con inutili e roboanti annunci non serve ad altro che alla propria campagna elettorale.

Nulla, però, è stato ancora detto sugli espropriandi. Pare che saranno interpellati solo da febbraio prossimo.

La verità, però, è che il Comune di Verona è dal 2018 che conosce bene quali sono gli immobili da espropriare, perché le schede tecniche del progetto preliminare presentato quell’anno contengono i terreni e gli immobili che saranno oggetto di espropri.

Impossibile non vederle, considerato che con la delibera di Giunta 2020/273 del 2 settembre 2020 di approvazione dell’atto integrativo del Protocollo stipulato tra Comune e Rete Ferroviaria Italiana nel maggio 2013, il Comune integrava proprio le ipotesi progettuali che RFI aveva presentato nel settembre 2018.

Una svista?

Il Protocollo del 2013, però, prevede anche che il Comune avrebbe dovuto individuare un terreno del patrimonio comunale con caratteristiche analoghe alle zone interessate dai lavori ove ricostruire le nuove abitazioni per le famiglie che saranno espropriate.

Come mai si accorge solo adesso degli espropriandi? In otto anni si sarebbe potuto fare tanto.

E’ necessario che il Comune si assuma la responsabilità di avviare subito un tavolo con le ferrovie per regolare con un accordo di programma i rapporti patrimoniali in gioco e volgerli a beneficio della comunità, in modo da non lasciare da soli i veronesi coinvolti dagli espropri.

Ancora più clamoroso l’intento di prendere spunto da Trento per nominare il garante dei cittadini.

Ma come, è sempre lo stesso Protocollo del 2013 che stabilisce la creazione di un Osservatorio/infopoint di informazione e di regolazione dei rapporti con i cittadini. Dove è stato fatto di norma ha portato con sé anche la nomina di un Garante.

Ma quale Trento, possibile che il Comune non conosca il Protocollo che ha firmato?

Una situazione incomprensibile che si spiega solo con la necessità di promuovere la propria immagine per la campagna ele

Sostegno e valorizzazione dei Carnevali storici

Con la Legge di Bilancio arrivano finanziamenti anche per il Carnevale veronese.

E’ stato approvato l’emendamento che avevo sottoscritto che aumenta il Fondo unico per lo spettacolo con la finalità di tutelare e valorizzare la funzione svolta dai carnevali storici.

Ai fondi può attingere anche il Bacanal del Gnoco che è nato quasi 500 anni fa. E’ quindi, uno dei carnevali italiani più antichi.

 

Come gli altri carnevali, anche quello veronese ha una riconoscibile identità storica e culturale, per la conservazione e la trasmissione delle tradizioni storiche e popolari che, di fatto promuovono anche i territori ove insistono.

Il Carnevale è si una manifestazione scherzosa, ma concentra in esso un insieme di arte, cultura, musica, danza, spettacolo, ingegno, creatività. In tutti i Carnevali italiani ci sono tutte le arti ed è di fondamentale importanza perché è una risorsa turistica ed economica.

Quindi, essendo il Carnevale italiano ovvero quello veronese, patrimonio culturale può attingere al Fondo unico per lo spettacolo dal vivo quale riconoscimento dello status di bene culturale delle manifestazioni carnevalesche.

Con l’emendamento approvato il Fondo unico per lo spettacolo è stato incrementato per il 2022 al solo fine di erogare finanziamenti dedicati ai Carnevali italiani.

Adesso tocca al Comitato Bacanal del Gnoco trasmettere al Ministero della cultura i propri progetti secondo le modalità e la procedura che saranno stabiliti con apposito bando che dovrà essere adottato entro la fine di gennaio.

Entro marzo, quindi, con decreto del Ministro della cultura, si provvede all’individuazione dei progetti ammessi al finanziamento e al riparto delle relative risorse.

Altre ottime notizie per la Fondazione Arena

E’ stato approvato il mio emendamento alla legge di Bilancio che stabilisce sia un criterio più favorevole di riparto del Fondo Unico per lo Spettacolo, sia le assunzioni a tempo indeterminato di personale artistico, tecnico e amministrativo anche per il 2022, sia la proroga per il rendiconto.

Oltre ai 150 milioni di euro in due anni per le Fondazioni Lirico Sinfoniche italiane decisi con la Legge di Bilancio 2022, ci sono altre buone notizie per la Fondazione Arena Leggi https://www.vincenzodarienzo.it/arrivano-finanziamenti-per-la-fondazione-arena/).

Ho proposto di integrare quella previsione – che agisce in maniera determinante sui bilanci – e con il mio emendamento è stato deciso:

  • che la ripartizione della quota del Fondo unico per lo spettacolo avvenga sulla base della media delle percentuali stabilite per il triennio 2017-2019 e non sull’ultimo triennio in cui, causa Covid, non si è lavorato;
  • più tempo per rendicontare l’attività svolta nel 2021, ovvero entro il 30 giugno 2022, dando conto in particolare di quella realizzata a fronte dell’emergenza sanitaria da Covid-19, delle esigenze di tutela dell’occupazione e della riprogrammazione degli spettacoli;
  • di prorogare fino al 31 dicembre 2022 la possibilità di procedere ad assunzioni a tempo indeterminato di personale artistico, tecnico e amministrativo mediante procedure selettive riservate in misura non superiore al 50 per cento dei posti disponibili al personale che alla data di pubblicazione dei relativi bandi presti servizio, o lo abbia prestato fino a un anno prima della data di entrata in vigore della disposizione, presso la fondazione che procede all’assunzione, sulla base di contratti di lavoro a tempo determinato per un tempo complessivo non inferiore a diciotto mesi, anche non continuativi, negli otto anni precedenti.

E’ un risultato importantissimo per la Fondazione Arena.

Ho tenuto conto delle difficoltà che le Fondazioni lirico sinfoniche hanno attraversato a causa della pandemia e per evitare che questo importante pilastro della cultura (veronese) internazionale potesse venire meno, oltre al rafforzamento dei bilanci patrimoniali, ho proposto integrazioni per consolidare la struttura di produzione.

Un ringraziamento al Ministro Franceschini che ha condiviso la proposta a testimonianza della sua vicinanza al sistema delle Fondazioni ed alla nostra in particolare.

Rincari bollette, AGSM faccia la propria parte

A fronte dei considerevoli aumenti delle bollette di luce e gas, almeno fino ad aprile prossimo AGSM non chiuda i contatori e consenta la rateizzazione delle bollette alle famiglie veronesi in difficoltà con i pagamenti.  

Entro la fine di dicembre verranno comunicati gli aggiornamenti per le tariffe di luce e gas, in vigore per il periodo gennaio-marzo 2022, con aumenti stimati tra il 20 e il 25% rispetto ai tre mesi precedenti per l’energia elettrica e tra il 35 e il 40% per il gas naturale. Si tratta di circa 800 euro in più a famiglia (136 euro in più a famiglia per la luce, 679 per il gas – stima NOMISMA). Questi rincari si aggiungono a quelli già avvenuti da luglio scorso.

L’emergenza prezzi materie prime è evidentissima: il petrolio ha quasi raddoppiato il suo prezzo da inizio anno mentre il gas naturale ha registrato un balzo del 400% in un anno.

Il Governo Draghi è già intervenuto:

  • a fine luglio ha stanziato 1,2 miliardi di euro per finanziare la riduzione della componente Asos (la voce che in bolletta è destinata soprattutto a finanziare lo sviluppo delle rinnovabili, a riduzione, quindi, degli oneri di sistema) per il terzo trimestre 2021
  • a fine settembre con altri 3,5 miliardi di euro che hanno consentito, da un lato, di attenuare l’effetto degli aumenti di luce e gas per 29 milioni di famiglie e oltre 6 milioni di utenze elettriche “non domestiche”, e, dall’altro, di neutralizzare l’impatto dei rincari per i titolari dei bonus sociali.

Infine, con la Legge di Bilancio 2022 ha stanziato altri 3,8 miliardi di euro per calmierare i prezzi energetici per i mesi invernali.

In tutto, negli ultimi sei mesi, ben 8,5 miliardi per  aiutare famiglie e imprese a pagare le bollette sempre più salate di luce e gas.

Non è finita, perché il Governo sta studiando un altro intervento da 3 miliardi di euro da approvare con un decreto legge ad inizio del prossimo anno.

Uno sforzo notevole, almeno per superare il periodo invernale.

Di fronte a questi prezzi è più che concreto il rischio che una famiglia veronese possa o sia costretta a scegliere tra rinunciare al riscaldamento o vedersi chiudere il contatore (dopo il 70esimo giorno dalla scadenza dell’ultima bolletta non pagata).

Senza danneggiare alcuno, AGSM può contribuire a dare una mano: alle famiglie che non sono in grado di pagare il doppio della bolletta che normalmente pagano, non chiuda il contatore e consenta il pagamento rateizzato della stessa.

Se si ritiene si può scegliere anche una soglia ISEE, sotto la quale si può godere di questa agevolazione temporanea (18/20.000 euro?).

Statale 12: finalmente la luce verde!

Risultato epocale: la variante alla Statale 12 potrà rientrare tra le opere del Decreto Olimpiadi con una provvista finanziaria di 50 milioni di euro, intanto.

La nuova strada che collegherà l’area a sud di Buttapietra fino a Verona ed eliminerà il traffico viabilistico su quell’asse e, quindi, a Cà di David, ha ricevuto l’impulso definitivo per poter far parte delle opere infrastrutturali connesse alla manifestazione olimpica Milano/Cortina 2026.

Abbiamo cercato di superare, così, il grave ritardo che la Regione Veneto aveva determinato..

Infatti, nonostante nel 2011 Veneto Strade si sia assunto il compito di redigere il progetto, sia preliminare che definitivo, dopo nove anni di nulla il 24/01/2020 aveva trasferito ad Anas il compito di redigere la progettazione definitiva e lo Studio di Impatto Ambientale.

Questo grave ritardo ha inciso negativamente sul reperimento delle risorse. Infatti, il progetto pur essendo inserito nel contratto di programma 2016-2020, non è stato mai compreso nel piano delle appaltabilità, ovvero non ci sono risorse stanziate, perchè la progettazione preliminare non consente la destinazione finanziaria.

A causa del livello progettuale non è stato possibile inserirla nei due Decreti con i quali sono state commissariate decine di opere infrastrutturali in Italia – e ciò avrebbe accelerato tutto – e non sarà possibile inserirla neanche nel terzo commissariamenti che sarà approvato a Gennaio del prossimo anno.

L’unico modo per risolvere il ritardo, considerato che non crediamo saranno possibili altri commissariamenti successivi al terzo di Gennaio 2022, era ed è inserirla tra le opere “olimpiche”, in quanto Verona è sede della serata conclusiva.

Finalmente, la proposta che avevo inserito nei pareri sui precedenti commissariamenti è stata valutata positivamente e all’opera potrà essere destinata una quota finanziaria di circa 50 milioni di euro sui 145 necessari. Per la quota restante penso che possa essere inserita nel prossimo Contratto di Programma Stato/ANAS.

Con questa scelta tutte le procedure legate alla variante subiranno un impulso burocratico amministrativo notevole che potrà rendere possibile la cantierizzazione per lotti della strada e, speriamo, la costruzione di tratti importanti dell’arteria entro il 31 dicembre 25025, considerato che i giochi saranno a febbraio 2026.

Una svolta epocale che sembrava impossibile a causa dei ritardi che in questi anni sono stati provocati.

Un risultato che il Partito Democratico ha preteso con forza, a soluzione di un nodo stradale che rendeva quella parte del territorio sostanzialmente invivibile.

Le bugie e la verità

Incassato il colpo, l’Assessore regionale alle infrastrutture, Elisa De Berti ha subito replicato che il merito è suo.

Le sue dichiarazioni risentite (inutilmente), cozzano palesemente con i dati di verità ufficialmente depositati e verificabili in Comune di Verona, Regione Veneto, ANAS, Ministero delle Infrastrutture e Mobilità Sostenibili, Camera dei Deputati e Senato della Repubblica, con date certe e firme altrettanto certe.

Elenco, ancora una volta, i fatti veri:

  1. non è vero che i lavori per la variante inizieranno quest’anno come più volte annunciato dal Sindaco Sboarina e dalla Vicepresidente De Berti! Purtroppo, a causa loro il progetto è ancora a livello preliminare;
  2. la progettazione è ancora a livello preliminare perché nel 2011 Veneto Strade si era assunto il compito di redigere il progetto, sia preliminare che definitivo (l’incarico era stato voluto dal Consigliere Regionale PD Franco Bonfante nel 2008), ma il 24 gennaio 2020 Regione e Veneto Strade trasferivano ad Anas il compito di redigere la progettazione definitiva e lo Studio di Impatto Ambientale. Nove anni di nulla!;
  3. sono trascorsi tanti anni perché Regione Veneto e Comune di Verona non hanno trovato un accordo dal 2011 sul tracciato della variante e solo a luglio 2021, FINALMENTE, il Comune di Verona ha dato il proprio parere per il progetto definitivo;
  4. ad oggi non ci sono le risorse necessarie per costruirla perché la progettazione preliminare non consente la destinazione finanziaria. Per legge, solo dal progetto definitivo consolidato dopo la Valutazione di Impatto Ambientale è possibile provvedere al finanziamento;
  5. non è stato possibile accelerare l’iter come prevedeva il Decreto Semplificazioni (ottobre 2020) perché i requisiti richiesti per le opere stradali da commissariare erano la copertura delle risorse per almeno il 50% del totale e la progettazione definitiva;
  6. la variante non era stata inserita prima nel Decreto Olimpiadi Milano Cortina 2026 perché nel marzo del 2020 la Regione Veneto non lo chiese ed indicò altre opere stradali, di altre province;
  7. sono agli atti parlamentari i due pareri espressi dalle nostre due Commissioni Infrastrutture, Camera e Senato, nel 2021 sui due Decreti commissariamenti con i quali veniva inserita la variante tra le priorità dei medesimi commissariamenti straordinari e/o del Decreto Olimpiadi (Verona è sede della serata conclusiva), Per uno dei due il relatore sono stato io e per l’altro – relatore un Senatore di Forza Italia – la proposta è stata depositata sempre a mia firma;
  8. sono agli atti del MIMS (in presenza) e di Zoom (in videoconferenza) le riunioni che abbiamo intrattenuto – anche con altri colleghi – nel tempo sul tema;

Certo, conosciamo anche l’impegno della Regione Veneto da luglio 2021, ma siamo convinti che se lo avesse fatto qualche anno prima, la variante sarebbe già in esercizio.

L’inserimento della variante nel Decreto Olimpiadi è la più normale delle conseguenze di un impegno che si protrae da anni profuso dal Partito Democratico veronese.

La manovra finanziaria

La Legge di Bilancio 2022 è stata “costruita” su una crescita del PIL reale del 6,0 per cento per quest’anno e del 4,7 per cento per il prossimo. Sebbene la stima di crescita per il 2021 appare ormai raggiunta, visto che la crescita finora acquisita è già oltre i sei punti percentuali, restano alcune criticità legate alla ripresa dei contagi Covid, all’aumento del gas naturale e all’inflazione alta.

La manovra per il 2022

Per il 2022 si prevedono misure espansive per 37 miliardi, con coperture pari a 13,8 miliardi e un maggiore indebitamento di 23,2 miliardi.

Nel merito, va detto che circa 11 miliardi sono destinati per le riforme strutturali, quali il primo stadio della riforma fiscale (8 miliardi) e il riordino degli ammortizzatori sociali (3,3 miliardi per  ampliare la platea dei beneficiari dei trattamenti di integrazione salariale), mentre i restanti 26 miliardi finanzieranno le misure temporanee legate al prolungarsi della  pandemia e all’aumento dei prezzi dell’energia e strumenti già esistenti.

Le misure espansive

  1. Il rifinanziamento degli strumenti già esistenti, sono:
  2. il Reddito di Cittadinanza (ci tornerò con una news dedicata);
  3. le misure per il sistema pensionistico per finanziare la proroga di APE sociale e Opzione Donna e l’introduzione di Quota102. Quest’ultima prevede l’accesso al trattamento di pensione anticipata per i contribuenti che maturano, nel 2022, i requisiti di 64 anni di età anagrafica e 38 anni di anzianità contributiva;
  4. l’istruzione e la ricerca;
  5. la sanità, per la quale viene aumentato il Fondo sanitario nazionale per 2 miliardi nel 2022, portandolo a 124 miliardi. Inoltre, è previsto per le regioni il rimborso delle spese sostenute per l’acquisto dei farmaci innovativi e per la stabilizzazione di 12.000 contratti all’anno di formazione specialistica per medici;
  6. gli interventi in favore degli investimenti e della competitività delle imprese.

Le misure temporanee legate alla gestione della crisi pandemica o ad altre esigenze temporanee sono:

  1. l’acquisto di vaccini anti SARS-CoV-2 (1,9 miliardi) e la proroga dello schema straordinario di garanzie statali sui finanziamenti delle PMI (3 miliardi);
  2. sostegni a imprese e lavoratori con il rifinanziamento del “Fondo di tutela ai redditi nella fase di uscita dalla pandemia”;
  3. a fronte dell’aumento del costo di gas naturale ed elettricità negli ultimi mesi, la manovra stanzia 2 miliardi per calmierare il rincaro delle bollette energetiche, a seguito dei 4,5 miliardi già spesi nella seconda metà del 2021.

Le coperture

Le coperture per il 2022 si compongono di maggiori entrate per 7,9 miliardi e minori uscite per 5,9 miliardi.

Tra le maggiori entrate, la principale copertura (4,3 miliardi) deriva dalle modifiche al regime agevolato di deduzioni sulla rivalutazione dei beni aziendali introdotto nell’agosto 2020 con il decreto Rilancio.

Per le minori spese, l’unica copertura rilevante è l’interruzione del programma “Cashback”, che genera complessivamente circa 3 miliardi, di cui la metà era stata già trasferita al fondo per la riforma degli ammortizzatori sociali.

Bando Periferie e recupero di Palazzo Bocca Trezza

E’ stato pubblicato, finalmente, il bando di gara per gli interventi di restauro del Palazzo Bocca Trezza, l’edificio storico che si trova nel quartiere di Veronetta, ovvero il lotto 2 finanziato con fondi statali.

Quel finanziamento ha subito un importante rallentamento. Il Governo Renzi lo aveva deciso nel 2016, ma nel 2018 il Governo Conte I l’aveva bloccato (https://www.vincenzodarienzo.it/fondi-periferie-…-toglie-a-verona/)  Solo nel 2020 il Governo Conte II, dopo nostra insistenza, l’aveva ripristinato ( https://www.vincenzodarienzo.it/torna-la-riquali…one-di-veronetta/)

Verona ha beneficiato di quei fondi: 18 milioni di euro da destinare alla riqualificazione di Veronetta.

Nel dettaglio, il progetto è diviso in tre lotti:

lotto 1 – compendio dell’ex caserma Santa Marta, con gli interventi di recupero dei fabbricati Silos di Levante, destinato a servizi universitari; Casa del Capitano, per servizi sanitari con poliambulatori; Guardiania, per sede Delegazione Centro Vigili Urbani e spazi ad associazioni;

lotto 2 – recupero di Palazzo Bocca Trezza, da destinarsi ad uso uffici comunali e spazi per servizi sociali e di quartiere;

lotto 3 – realizzazione di un Campus universitario all’interno del compendio immobiliare ex caserma Passalacqua, con impianti sportivi, parchi e parcheggi per il quartiere.

Il costo complessivo previsto per i lavori è pari a 36.480.000 euro, di cui 18.000.000 euro inerenti gli interventi con contributo statale riguardanti i lotti 1 e 2.

Il progetto concerne il restauro conservativo e la rifunzionalizzazione del Palazzo Bocca Trezza, edificio con doppio affaccio su via XX Settembre e via San Nazaro, di impostazione classicheggiante, che venne realizzato nella seconda metà del Cinquecento.

La struttura, ricca di affreschi e decorazioni, sarà ristrutturata per rendere meglio utilizzabili gli spazzi interni ed esterni, oltre all’installazione di impiantistica all’avanguardia e al ridisegno del giardino con la finalità di ristabilire il legame tra il palazzo e gli spazi aperti.

Al termine dei lavori, il palazzo sarà destinato ad uso pubblico con la collocazione all’interno di uffici comunali, zone espositive e, con funzioni temporanee, aree a disposizione delle associazioni di quartiere e zona coworking.

Nonostante il silenzio del Comune di Verona, mai pervenuto sull’argomento e, anzi, causa del blocco del finanziamento perché non aveva il progetto pronto, abbiamo ottenuto un importante risultato per Verona (l’ennesimo). Abbiamo rimesso in piedi quell’importante finanziamento che era stato bloccato dalla Lega nel Governo Conte I e a breve ne vedremo i risultati.

Arrivano finanziamenti per la Fondazione Arena

Dalla Legge di Bilancio 2022 arrivano 150 milioni di euro in due anni per le Fondazioni Lirico Sinfoniche italiane.

Nel dettaglio, sarà istituito un fondo con dotazione pari a 100 milioni di euro per l’anno 2022 e 50 milioni di euro per il 2023 per l’assegnazione di un contributo finalizzato a incrementare il fondo di dotazione delle fondazioni.

Un importante risorsa alla quale può aderire anche la Fondazione Arena. Infatti, tra i requisiti per avere i fondi c’è quello che nel bilancio consuntivo dell’esercizio 2021 sia indicato un patrimonio netto negativo o un patrimonio disponibile negativo e, purtroppo, la Fondazione Arena ce l’ha.

A fronte di un patrimonio indisponibile di 28.181.788 milioni di euro nel 2020, la Fondazione Arena ha un patrimonio netto di 24.921.689 mln (24.857.571 mln nel 2019 e 21.982.978 mln nel 2018). Ciò fa sì che il patrimonio netto disponibile sia negativo per 3.260.099 milioni (stabile sul 2019 con – 3.324.217 mln ed in riduzione sul 2018 con – 6.198.810 mln).

Per quanto concerne i debiti, la Fondazione ne ha per 29.182.730 milioni nel 2020 (stabili nel 2019 con 29.950.787 mln ed in diminuzione sul 2018 con 34.259.539 mln).

Valutando il confronto:

  • tra il valore della produzione – ovvero 21.346.763 nel 2020 (anno Covid), ma prendendo come riferimento il 2019 con 49.436.044 mln simile a quello 2018 con 47.075.104 mln –
  • con i costi della produzione – che sono 21.246.349 nel 2020 (anno Covid) e 46.240.327 mln nel 2019 oltre a 43.610.663 mln nel 2018 –

posso ragionevolmente dire che la Fondazione non riuscirà a breve né a ridurre il livello del debito e men che meno a fare importanti investimenti destinati ad incrementare l’attivo patrimoniale.

La conferma arriva anche dal risultato di esercizio: 64.119 euro nel 2020 (anno Covid), ma appena 2.874.590 mln nel 2019 e altrettanti 2.679.157 mln nel 2018.

Non parliamo poi del rilancio delle attività di spettacolo dal vivo mediante l’acquisto di beni strumentali, mobili e immobili, nonché mediante la realizzazione di opere infrastrutturali volte all’adeguamento tecnologico, energetico e ambientale dei teatri e degli altri immobili utilizzati per lo svolgimento delle relative attività. Si tratta di azioni urgenti e importanti, ma che la Fondazione non potrà riuscire a fare, visto la condizione economica in cui versa.

Anche molte altre Fondazioni lirico sinfoniche sono nella medesima condizione, ma in questo caso il “mal comune mezzo gaudio” non è sufficiente.

I fondi che il Governo ha deciso sono più che necessari per rafforzare le Fondazioni lirico sinfoniche.

Attenzione, però. Se la Fondazione Arena chiede il contributo e malauguratamente producesse disavanzo d’esercizio che riduce il patrimonio indisponibile, anche per un solo anno, il Ministro della cultura disporrà lo scioglimento del consiglio di indirizzo e la Fondazione sarà sottoposta ad amministrazione straordinaria.

Auspico un’attenta valutazione affinché non si realizzi questa scelta dolorosa.