Tav Brescia/Verona, ANCAP potrebbe non essere più demolita

È possibile l’alta velocità nel tratto Sommacampagna/Sona senza per forza abbattere la società di porcellana ANCAP che si trova lungo il tracciato.

Il tema è noto.

Il progetto in essere prevede il posizionamento dei binari esattamente sopra una parte dei capannoni dell’azienda, ragion per cui con due delibere CIPE è stato deciso lo spostamento in un’altra area idonea che la proprietà aveva già individuato accanto al centro commerciale La Grande Mela.

Al consorzio CEPAV 2 era stato affidato lo spostamento e, per questa ragione, lo stesso consorzio ha provveduto alla stesura dei contratti con la ANCAP per definire progetti e acquisti, nonchè a svolgere le pratiche burocratiche con il Comune di Sona.

Però, il quadro definito con le delibere CIPE, che sembravano aver chiuso il cerchio, si è complicato a causa di aspetti fiscali che hanno un peso rilevante. Lo stesso impegno di CEPAV rischia di essere ininfluente sul risultato, che è quello di realizzare la TAV.

Sono emerse, pertanto, due necessità da salvaguardare: la continuità aziendale e, quindi, i posti di lavoro e lo sviluppo dell’alta velocità che per noi è crescita.

In merito, con il vicesindaco del Comune di Sommacampagna, Giandomenico Allegri, che ha coinvolto anche l’Amministrazione civica di Sona, abbiamo valutato tutti gli scenari in modo da perseguire i due obiettivi nel miglior modo possibile.

La domanda principale era se, a questo punto, c’erano possibilità alternative, ovvero se era fattibile il transito dei treni ad alta velocità in quella zona senza coinvolgere la ANCAP.

La risposta che mi è stata data è che l’ipotesi è fattibile tecnicamente.

La rilevante novità è emersa da un confronto con gli esperti di Rete Ferroviaria Italiana. In pratica, sarebbe possibile utilizzare lo stesso sedime ferroviario esistente per creare una piccola deviazione nell’ambito della quale si possono sia costruire i binari dedicati all’alta velocità sia addirittura riallocare l’attuale linea storica.

Tutto questo senza ulteriori espropri e, quindi, senza più demolire la ANCAP.

A questo punto è probabile che non sia neanche necessario modificare il quadro normativo esistente. Infatti, lo spostamento di ANCAP era lo strumento strettamente collegato, ovvero la subordinata, alla realizzazione della TAV che è, pertanto, la ragione principale.

Se questa può essere comunque realizzata anche senza spostare l’opificio, quell’esigenza viene totalmente meno.

Una buona notizia per Verona perché consente contemporaneamente di salvaguardare posti di lavoro, tema sul quale hanno insistito le due Amministrazioni di Sommacampagna e Sona e di riprendere velocemente progetti e iniziative volte alla più rapida realizzazione della tratta, tenendo conto di definirla entro le olimpiadi del 2026.

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