Trenord imponga il contingentamento sui treni.

Giovedì 2 giugno scorso, circa 2.000 ragazzi e ragazze, di cui molti minorenni, si sono ritrovati a Peschiera del Garda per un raduno che era stato organizzato nei giorni precedenti tramite passaparola sulla piattaforma TikTok.

Nel corso del raduno, non autorizzato, molti dei partecipanti si sono resi protagonisti di violenze, risse, scontri con la polizia e in alcuni casi anche di molestie sessuali, in particolare sul treno di ritorno verso casa.

Pare che la situazione sia degenerata dal primo pomeriggio, nel momento in cui sono arrivate in treno oltre 1.500 persone, quasi tutte dalla Lombardia, che si sono aggiunte ai circa 600 giovani già presenti.

Da tempo, ormai, l’area interessata del Lago di Garda è meta di centinaia di ragazzi che nel corso del weekend giungono dalla Lombardia attraverso i treni regionali che transitano frequentemente dalla stazione di Peschiera del Garda sulla linea Regio Express Verona-Brescia-Milano, servizio gestito dalla società Trenord.

Per i treni regionali di competenza Trenitalia, ivi compresi quelli che riguardano il servizio Venezia-Verona, in molti casi è in essere un contingentamento dei posti disponibili per viaggiatori con biglietto di corsa semplice, in ragione del quale una volta che i posti disponibili risultano esauriti, non è più possibile acquistare biglietti di corsa semplice.

Il 2 giugno non è stato rispettato alcun tipo di contingentamento dei passeggeri sui treni della società Trenord – perché normalmente non lo prevede – tanto che la rilevante mole di passeggeri, ampiamente superiore alle capacità massima di trasporto dei treni in transito alla stazione di Peschiera del Garda, ha generato notevoli problemi organizzativi e di sicurezza per i numerosi giovani presenti sul luogo e sui treni

Per questa ragione è verosimile affermare che se ci fosse stato il contingentamento, probabilmente la pressione numerica delle persone presenti a peschiera del Garda e sui treni in transito sarebbe stata notevolmente inferiore.

Ad aggravare la situazione ha contribuito in misura determinante anche l’assenza di un presidio da parte di Trenord sulla tratta in questione che ha costretto, tra l’altro, il personale di Trenitalia ad effettuare il servizio di assistenza ai passeggeri di un altro operatore ferroviario.

In merito, ho presentato un’interrogazione ai Ministri delle Infrastrutture e dell’Interno per fare chiarezza su quanto accaduto, anche al fine di verificare l’eventuale violazioni delle norme di sicurezza del trasporto ferroviario. In particolare, però, ho chiesto di agire per regolare il servizio offerto da Trenord con particolare riguardo alla necessità di garantire, per ragioni di sicurezza, il rispetto della capienza massima del numero di passeggeri su ciascun treno in servizio sulla linea Verona-Brescia-Milano, nonché per favorire l’istituzione di un presidio presso la stazione di Verona Porta Nuova.

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