Tutela a Liliana Segre, il mondo alla rovescia

Nov 09 2019
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Liliana Segre, nominata senatrice a vita dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, sarà accompagnata all’esterno della propria abitazione da due carabinieri.

La sopravvissuta dai campi di sterminio nazisti è finita sotto tutela. Sembra un assurdo, ma è proprio così.

In pratica, l’Italia protegge una sua cittadina che ha la “responsabilità” di essere un simbolo vivente dell’orrore e delle discriminazioni del nazifascismo.

Paradossalmente, per la stessa ragione è stata nominata Senatrice a vita, ovvero “per aver illustrato la Patria con altissimi meriti nel campo sociale” grazie all’impegno profuso per sconfiggere l’intolleranza, razziale e non, alla luce dell’esperienza vissuta personalmente da ragazza.

La scorta, normalmente, è una tutela decisa per altre ragioni. Mai e poi mai avremmo immaginato di tutelare una storia da onorare come testimone dello sterminio nazista. Quella storia, peraltro, è anche alla base della nostra democrazia nata dalla resistenza contro fascismo e nazismo.

Che succede, quindi?

Accade che i nostalgici del terrore degli anni che furono hanno ripreso fiato a causa di una politica che li accarezza, non li osteggia e di una società che appare sostanzialmente indifferente a fatti del genere, credendo, sbagliando, che quel grave pericolo non possa più tornare.

Ho vissuto in prima persona il comportamento al Senato di alcuni partiti, ma soprattutto le parole dette. In pratica, ciò che ha causato l’astensione del centrodestra sull’istituzione della Commissione sul razzismo e le discriminazioni è stato che la Commissione medesima “corre il forte rischio di ledere la libertà d’espressione.

Prima obiezione: è libertà di espressione esprimere concetti razzisti e discriminatori? L’intolleranza razziale, per religione, orientamento sessuale, di genere, è una delle tante opinioni libere da tutelare o sono da contrastare?

Inoltre, si fa un giochino verbale inutilmente giustificatorio come se agire sulla base dell’odio non è lecito, ma se si esprimono sentimenti d’odio non è un reato e non è neanche pericoloso. In sostanza, le chiacchiere male non fanno.

Bene, secondo voi, il razzista, il fascista, l’intollerante, si sente giustificato o isolato nella società?

Ecco, quindi, che anziché onorare le persone che sono testimoni dell’odio razziale delle dittature, dobbiamo proteggerli da questi signori.

Il mondo alla rovescia.

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