Variante alla SS 12: spero sia vero, ma qualche dubbio ce l’ho

Giu 14 2018
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Regione e Comune trionfalisticamente dichiarano prossima la costruzione della variante alla SS 12. Spero non siano solo fuochi d’artificio.
Lo dico a ragion veduta, visto quanto accaduto in passato.
Ancora oggi, però, alcuni elementi destano perplessità e sarebbe bene chiarirli per evitare di prendere in giro Verona.
Innanzitutto, è doveroso chiarire le ragioni per le quali non si è saputo più nulla sul finanziamento del Fondo per lo sviluppo e la coesione (FSC). Infatti, L ‘anno scorso la Regione ha chiesto al Ministero delle Infrastrutture di realizzare lei la variante alla SS12 da Buttapietra a Verona e, per questo, aveva inserito l’opera tra gli interventi finanziabili con il Fondo per lo sviluppo e la coesione (FSC).
Le risorse di questo Fondo vengono impiegate proprio per il finanziamento degli investimenti pubblici in infrastrutture materiali ed immateriali realizzati dalle Regioni attraverso lo strumento negoziale dell’Accordo di Programma Quadro (APQ). La quota spettante alla Regione Veneto ammontava a circa 300 milioni di euro.
Secondo me quel finanziamento l’abbiamo perso perché non c’era il progetto. Sono anni che la “filiera” del centrodestra non arriva al dunque, anzi si è sempre divisa sulla soluzione progettuale.
Oggi, pero, viene annunciato che ci siamo.
Se è vero che a fine mese riprendono i lavori della conferenza di servizi, conferenza che va avanti da anni ed è stata anche annullata pochi mesi fa e se è vero che più volte si è impantanata a causa dei vari e confusi progetti che venivano presentati, è altrettanto vero che dai documenti ufficiali non risulta che la variante sia già stata finanziata da ANAS.
È un punto nodale che getta un’ombra sul trionfalismo.
I finanziamenti per il progetto ci sono perché li ha garantiti la Regione Veneto, anche grazie all’approvazione della proposta del consigliere PD Bonfante, ma dei 140 milioni che servono per realizzarla nell’ultimo contratto di programma ANAS 2016/2020 non ce n’è traccia.
Il contratto è stato approvato con un decreto interministeriale a fine dicembre scorso e lì dentro sono elencate tutte le opere che sono state finanziate nel quinquennio. In particolare, ci sono 4 miliardi per nuove opere su un totale di 23,4 miliardi.
Quindi? Nel contratto ANAS non risulta, non si tratta del Fondo di Coesiione, la domanda viene spontanea: in quale occasione l’ANAS ha deciso il finanziamento?
In realtà, l’ex Ministro Delrio in diversi incontri dedicati al tema ha più volte fatto riferimento ai 4 miliardi di euro per nuove opere disponibili dal 2018 (infatti il contratto di programma ANAS è operativo da dicembre 2017), ma è sempre stato evidente che non c’era alcun progetto pronto a causa dei litigi tra Comune, Provincia e Regione.
Dopo aver sentito gli uffici interessati ANAS, posso con certezza dire che ad oggi in italia i progetti immediatamente finanziabili non spendono tutti quei soldi a disposizione. In pratica, se il progetto fosse stato pronto sarebbe stato immediatamente finanziato.
Quindi, sarà una lotta contro il tempo: riusciranno ad arrivare in tempo utile prima che finiscano i fondi? Le premesse non sono buone, visti gli anni che hanno perso.
Se non si risolve questo nodo, dei fuochi d’artificio resterà la solita cenere.

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