Verona cresce e recupera i posti di lavoro

Set 13 2017
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Siamo abituati che la percezione supera la realtà, ma alla fine i dati restano sempre la cifra vera per valutare se i provvedimenti assunti dal Governo sono stati positivi o meno.
E’ il caso dell’occupazione, in particolare a Verona.
Non è mia intenzione incensare alcunché, mi limito ad elencare la buona notizia che nel nostro territorio il recupero di posti di lavoro ci ha portato al livello occupazionale che avevamo nel 2008, seppure con un rapporto contrattuale diverso rispetto al passato.
In tutto il Veneto si registrano dati positivi, a Verona da gennaio a giugno scorso sono stati registrati circa 100mila nuovi contratti, ovvero 10mila in più rispetto allo stesso periodo del 2016. Sottolineo che sui 42mila contratti in più registrati nel primo semestre 2017 sullo stesso periodo 2016, 10mila sono stati avviati qui a Verona, il 25%.
Il saldo tra perdita di posti di lavoro e nuovi contratti è positivo + 26mila unità (era stato di +22mila nello stesso periodo dello scorso anno).
I rilevamenti dimostrano che sono stati recuperati del tutto i posti di lavoro persi durante la crisi ed, inoltre, è in corso una fase di crescita che per la prima volta, dopo nove anni, ci sta ponendo sopra il livello occupazionale registrato a giugno 2008 che era il massimo livello di occupazione mai registrato in Veneto da sempre.
Il dato è alimentato da diverse tipologie di contratti. Dopo la crescita straordinaria delle assunzioni a tempo indeterminato registrata nel 2015 e trainata dalla decontribuzione decisa dal Governo Renzi, nel rilievo attuale si distinguono i contratti a tempo determinato, di apprendistato e di lavoro somministrato tramite agenzia.
Sono in aumento anche i tirocini (+23%) e l’ occupazione giovanile: gli under 30 assunti tra aprile e giugno sono circa 90mila, il 38% del totale e il 27% in più rispetto al 2016.
Emerge con chiarezza che il Veneto si conferma territorio trainante per l’economia italiana e che una parte rilevante dei contratti sono riferiti a rapporti di lavoro a tempo. I contratti “per sempre” aumentano solo se vi è un provvedimento governativo che ne diminuisce il peso fiscale.
Come favorirli? Con decisioni dello stesso tipo e con la necessaria fiducia nel sistema produttivo ed economico italiano.

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