Verona è in cima alla lista per infiltrazioni mafiose. 

Lug 19 2019
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Questa settimana è stata a Verona la Commissione Antimafia. La sua presenza è sempre gradita.

Potrebbe essere anche un elemento di preoccupazione – è stata qui nel 2015 e, quindi, significa che c’è materia – ma certamente è segno di attenzione verso il nostro territorio.
Un’attenzione da noi sempre avuta, tanto che la pressante richiesta è stata fatta dal PD.
La seconda visita in pochi anni non mi stupisce. Verona è in cima alla lista per la presenza di infiltrazioni della criminalità organizzata.
L’allora Ministro Alfano (luglio 2015) in risposta ad una mia interrogazione confermò chiaramente che qui è ben radicata la Ndrangheta.
Ricordo che la stessa decisione di inviare il Prefetto Mulas non fu casuale ed avvenne a seguito di varie insistenze, non ultima quella del Presidente Antimafia Bindi proprio dopo la precedente visita del marzo 2015 a Verona.
Anche per il Prefetto Cafagna le premesse sono state le medesime.
È bene ricordare le decine di interdittive emesse negli ultimi 8 anni, un dato elevatissimo, ma soprattutto la certezza di alcuni fatti avvenuti in questa provincia: le riunioni per valutare investimenti  di capitali illeciti nella nostra economia, sia nelle aree dismesse lungo la bresciana, sia nell’area ex Tiberghien, la volontà di gestire alcuni beni del Comune di Verona (illuminazione pubblica, centro sportivo, asilo nido), gli incontri di qualche imprenditore con capi clan.
Da menzionare anche che alcune interdittive hanno colpito soggetti che gestivano beni pubblici, come gli impianti di risalita in Lessinia.
Insomma, una capacità pervasiva pericolosa per l’economia legale e con prospettive verso gli Enti locali.
Ed i numerosi incendi dolosi a strutture e mezzi aziendali? Il classico reato spia dell’intimidazione mafiosa.
Il ministro Alfano rivelò anche l’esistenza di un monitoraggio delle persone con precedenti specifici residenti in provincia al fine di valutarne l’attuale esistenza di rapporti con la criminalità organizzata.
Bene, questo è il contesto nel quale ha lavorato la Commissione perché era necessario attualizzare i fatti per capire se la minaccia è tuttora in corso e quali azioni ulteriori sono state e saranno assunte.

Il dato che è emerso, pur nella riservatezza delle audizioni fatte, è che la criminalità organizzata mafiosa è ben presente in questo territorio e si manifesta soprattutto in economia. Niente lupara e coppola, ma giacca, cravatta e affari.

L’impegno, anche culturale, prosegue.

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