Incendi ad aziende che trattano i rifiuti

In Veneto, e soprattutto a Verona, negli ultimi anni diversi incendi hanno colpito società attive nel settore della raccolta, dello smaltimento e del trattamento dei rifiuti.

E’ noto che il settore della raccolta e smaltimento dei rifiuti è oggetto di forti interessi da parte della criminalità organizzata che ha stabilito una presenza significativa anche in Veneto e a Verona in particolare.

Incendi ad aziende che trattano i rifiuti. Verona, i segnali tipici dell’intimidazione sono stati diversi.

 

Incendi ad aziende che trattano i rifiuti.

L’incendio di Isola della Scala è doloso?

Nelle prime ore di martedì 18 gennaio un incendio è divampato presso la ditta Agrofert di Isola della Scala (Verona), azienda che tratta rifiuti urbani.

Il rogo ha coinvolto diverse macchine operatrici per la movimentazione dei rifiuti che sono andate bruciate e avrebbe danneggiato la struttura.

Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco giunti da Verona e da Bovolone (località limitrofa a Isola della Scala) con i volontari con 3 autopompe, 2 autobotti, il carro NBCR (Nucleare Biologico Chimico Radiologico) e 21 operatori.

E’ intervenuta anche una squadra di tecnici Arpav e sono stati effettuati dei campionamenti di aria ambiente per la misura dei composti organici volatili nei pressi della ditta e nei campi circostanti potenzialmente interessati dalle ricadute.

La vicenda ha generato forte preoccupazione nella comunità locale per la natura e le caratteristiche dell’incendio nonché per il settore colpito dal rogo.

L’incendio ha un’origine dolosa? E’ responsabile la criminalità organizzata?

Le caratteristiche dell’incendio che ha coinvolto diverse macchine operatrici per la movimentazione dei rifiuti, sono particolari e meritano una profonda attenzione.

Ricordo che in Veneto, e soprattutto a Verona, negli ultimi anni diversi incendi hanno colpito società attive nel settore della raccolta, dello smaltimento e del trattamento dei rifiuti.

Secondo le analisi della Direzione Nazionale Antimafia il settore dei rifiuti è al centro degli interessi economici delle organizzazioni criminali. Di conseguenza, questi incendi devono essere valutati con particolare attenzione dall’autorità giudiziaria e di pubblica sicurezza perché possono essere gli indicatori di azioni di intimidazione e di condizionamento da parte di gruppi criminali.

Anche le relazioni territoriali sul Veneto della Commissione parlamentare di inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti e su illeciti ambientali ad essi correlati, di cui faccio parte, hanno evidenziato la presenza di gruppi criminali nel ciclo illecito dei rifiuti e ha sottolineato il fenomeno degli incendi di natura dolosa contro aziende operanti nel settore dei rifiuti.

Non nascondo una certa preoccupazione. Se dovesse essere confermata l’origine dolosa, si confermerebbe anche la matrice e, quindi, la penetrazione della criminalità organizzata nel nostro territorio.

Sulla base dell’esperienza acquisita nelle zone d’Italia ove il fenomeno della criminalità organizzata esiste da tempo, gli incendi sono tipici dell’intimidazione… a fare qualcosa.

Considerate le particolari caratteristiche dell’incendio, è necessario, quindi, avviare tutte le azioni necessarie per fugare ogni dubbio sull’eventuale coinvolgimento di gruppi criminali organizzati, quindi, ho chiesto al Ministro dell’Interno quali iniziative di competenza intende adottare per contribuire a fare luce sulle cause e sulla matrice dell’incendio di Isola della Scala e, soprattutto, quali iniziative di competenza intende adottare se dovesse emergere il coinvolgimento della criminalità organizzata.

Collegamento Verona/Aeroporto, il fallimento della Regione

Rete Ferroviaria Italiana ha, di fatto, “bocciato” la proposta della Regione Veneto di un collegamento Verona-Aeroporto/Lago di Garda.

La valutazione degli eventuali benefici di una tratta ferroviaria di quel tipo evidenzia che si tratterebbe di una perdita economica insostenibile. Diversamente, per il collegamento stazione Porta Nuova e lo scalo Valerio Catullo, ci sono ampi margini di rendimento.

Si conferma che con quella strampalata proposta la Regione ha ritardato la progettazione della nuova linea ferroviaria, ferma al progetto preliminare del 2003.

Ricordo che se oggi ancora non abbiamo il collegamento ferroviario Verona-Aeroporto è per responsabilità della Regione Veneto che non ha inserito quel collegamento nell’Accordo quadro firmato con RFI e approvato con DGR n. 1917 del 29 novembre 2016, cosa che avrebbe indotto il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e RFI a finanziare l’opera nel vigente Contratto di Programma 2017/2021 (come, invece, avvenuto con il collegamento ferroviario dell’Aeroporto di Venezia).

Ma c’è di più. 

Proposte Regione Veneto

La Regione ha chiesto a RFI di valutare un collegamento Aeroporto – Lago di Garda con due ipotesi:

  • in diramazione dalla direttrice Milano-Venezia poco ad Est di Peschiera del Garda, con andamento prevalentemente sud-nord con risalita lungo la costa orientale fino a Garda per un’estesa di circa 18 km;
  • un nuovo tracciato dal nodo di Verona, in prossimità della frazione di San Massimo, per proseguire parallelamente all’autostrada del Brennero e risalire lungo la costa orientale del lago fino a Garda, con prevalente andamento sud-est nord-ovest ed una lunghezza di circa 29 km.

L’esito dello studio è stato impietoso:

  • Verona, Peschiera, Garda – “Assumendo un servizio strutturato su 16 coppie di treni al giorno (cadenzamento orario) si avrebbe un carico medio a treno compreso tra 10 viaggiatori per la tratta “alta” (zona Garda-Bardolino) e 82 viaggiatori per la tratta “bassa” (zona Parchi divertimenti – Verona). Rapportando i 2956 spostamenti/gg previsti e la lunghezza di nuova infrastruttura di 18 km si hanno circa 164 spostamenti/km”;
  • Verona, Garda – “Assumendo un servizio strutturato su 16 coppie di treni al giorno (cadenzamento orario) si ha un carico medio a treno compreso tra 15 viaggiatori per la tratta “alta” (zona Garda-Bardolino) e 92 viaggiatori per la tratta “bassa” (zona Bussolengo-Verona). Rapportando i 3698 spostamenti/gg pervisti e la lunghezza di nuova infrastruttura di 29 km si hanno circa 127 spostamenti/km”.

Per questa ragione RFI ha chiesto alla Regione Veneto di “fornire il modello d’esercizio previsionale delle line ferroviarie delle quali si chiede la costruzione […]” e di fornire un ordine di priorità all’intervento rispetto alle richieste degli anni precedenti. La richiesta è del 18.11.2020 e dopo un anno e mezzo ancora non ci sono notizie (altro grave ritardo). 

Linea stazione Porta Nuova – Aeroporto

Per il collegamento da sempre conosciuto tra la stazione di Porta Nuova e l’Aeroporto le cose stanno molto diversamente.

Intanto, il progetto potrebbe prevedere, oltre alla conferma del servizio a frequenza oraria Verona-Mantova (52 treni al giorno), il prolungamento del servizio RV Venezia-Verona eventualmente fino alla stazione di Villafranca, passando per la stazione di “Dossobuono Aeroporto” e garantendo un servizio a frequenza media di 30’. Eventuali servizi spot possono essere istituiti da Villafranca ed Aeroporto in direzione Nord, Ovest ed Est sfruttando il complesso di bivi del nodo veronese.

Inoltre, RFI ha valutato che a fronte del flusso passeggeri dell’aeroporto Catullo di circa 3,6 milioni, stimando che la quota parte di utenti che fruiranno del treno sia simile a quanto accade per l’aeroporto Fiumicino di Roma, ovvero circa il 20%, ha ipotizzato che con i valori attuali saranno circa 720.000 i nuovi utenti.

In merito alle previsioni di flusso, RFI ha valutato i dati disponibili nel progetto del Masterplan dell’aeroporto Valerio Catullo che indica, nella relazione generale, il valore di stima del traffico previsto nel 2030 pari a 5,6 M€. Analogamente a quanto fatto in precedenza, RFI ha stimato in oltre un milione di unità la potenziale utenza nel 2030.

Conclusioni

Non sono state fatte valutazione economiche, ma è evidente che la proposta della Regione Veneto costerebbe molto, ma molto di più.

Dal confronto è più che chiaro che l’insistenza della Regione ha nuociuto al progetto da sempre desiderato e che conferirebbe al Valerio Catullo quel rango che altri aeroporti italiani hanno o che avranno a breve. Da ricordare, infatti, che le proposte avanzate da altre Regione nel 2016 (Olbia, Brindisi, Venezia) o per il decreto Olimpiadi (Bergamo) favoriranno la concorrenza di quegli scali rispetto a quello scaligero.

Ovviamente, coerentemente con questi studi, RFI ha inserito nell’allegato 10 “Studi di fattibilità in corso” del Contratto di Programma RFI in corso – parte investimenti 2017–2021, la necessità di reperire risorse per completare la progettazione di fattibilità degli studi degli interventi già in corso che superano la valutazione ex-ante nonché per l’avvio di ulteriori studi del prossimo ciclo programmatorio 2022-2026 per i progetti prioritari del Collegamento ferroviario Verona – Aeroporto di Verona e per il raddoppio della linea Verona Mantova.

Sollecito, ancora una volta, la Regione Veneto a supportare la nostra proposta indicando come massima priorità l’attuazione dell’intervento “Collegamento ferroviario aeroporto di Verona” nel Contratto di Programma MIMS‐RFI 2022‐2026.

 

TAV Verona/Pescantina, BASTA con la vuota annuncite!

Per l’ennesima volta l’Assessore comunale Segala ha annunciato le “novità” sulla tratta ferroviaria alta velocità Verona/Pescantina (IV lotto funzionale della TAV Verona-Brennero).

I suoi continui annunci sono un’inutile ripetizione di quanto già conosciamo… dal 2013.

Nove anni fa l’interramento della linea storica, quella dell’alta velocità nella zona di Via Fava, del Chievo, via del Fortino e La Sorte e, conseguentemente, la creazione di aree verdi e piste ciclabili sulle aree lasciate libere dai binari fu deciso con un Protocollo d’Intesa tra il Comune di Verona e Rete Ferroviaria Italiana.

Presentarlo come un successo attuale e personale con inutili e roboanti annunci non serve ad altro che alla propria campagna elettorale.

Nulla, però, è stato ancora detto sugli espropriandi. Pare che saranno interpellati solo da febbraio prossimo.

La verità, però, è che il Comune di Verona è dal 2018 che conosce bene quali sono gli immobili da espropriare, perché le schede tecniche del progetto preliminare presentato quell’anno contengono i terreni e gli immobili che saranno oggetto di espropri.

Impossibile non vederle, considerato che con la delibera di Giunta 2020/273 del 2 settembre 2020 di approvazione dell’atto integrativo del Protocollo stipulato tra Comune e Rete Ferroviaria Italiana nel maggio 2013, il Comune integrava proprio le ipotesi progettuali che RFI aveva presentato nel settembre 2018.

Una svista?

Il Protocollo del 2013, però, prevede anche che il Comune avrebbe dovuto individuare un terreno del patrimonio comunale con caratteristiche analoghe alle zone interessate dai lavori ove ricostruire le nuove abitazioni per le famiglie che saranno espropriate.

Come mai si accorge solo adesso degli espropriandi? In otto anni si sarebbe potuto fare tanto.

E’ necessario che il Comune si assuma la responsabilità di avviare subito un tavolo con le ferrovie per regolare con un accordo di programma i rapporti patrimoniali in gioco e volgerli a beneficio della comunità, in modo da non lasciare da soli i veronesi coinvolti dagli espropri.

Ancora più clamoroso l’intento di prendere spunto da Trento per nominare il garante dei cittadini.

Ma come, è sempre lo stesso Protocollo del 2013 che stabilisce la creazione di un Osservatorio/infopoint di informazione e di regolazione dei rapporti con i cittadini. Dove è stato fatto di norma ha portato con sé anche la nomina di un Garante.

Ma quale Trento, possibile che il Comune non conosca il Protocollo che ha firmato?

Una situazione incomprensibile che si spiega solo con la necessità di promuovere la propria immagine per la campagna ele

Statale 12 e collegamento ferroviario con l’aeroporto.

La variante alla Statale 12 rientrerà tra le opere del Decreto Olimpiadi ma per il collegamento ferroviario Verona/Catullo per responsabilità della Regione Veneto non c’è spazio, mentre altri corrono…

Nel corso di un incontro con il Ministro Enrico Giovannini per affrontare il tema degli ulteriori commissariamenti delle opere pubbliche al fine di accelerarne la realizzazione, ho ulteriormente rafforzato il suo inserimento tra le opere “olimpiche”, ovvero quelle che dovranno essere realizzate con i finanziamenti del Decreto Olimpiadi Milano/Cortina 2026.

E’ stato superato, così, il grave ritardo che la Regione Veneto aveva determinato (nonostante nel 2011 Veneto Strade si sia assunto il compito di redigere il progetto, sia preliminare che definitivo, dopo nove anni di nulla il 24/01/2020 aveva trasferito ad Anas il compito di redigere la progettazione definitiva e lo Studio di Impatto Ambientale).

Questo grave ritardo ha inciso negativamente sul reperimento delle risorse e, quindi, sulle procedure per i commissariamenti.

Per realizzare le opere delle Olimpiadi invernali il Veneto riceverà altri 321 milioni di euro, oltre a quelli già ricevuti in passato. Pare che voglia destinare alla variante solo 50 milioni di euro, ovvero un terzo di quanto servirebbe per completarla.

Ho chiesto con fermezza che il Ministro si faccia parte attiva affinché la Regione investa una cifra maggiore. Non ci fidiamo della Regione – a Verona conosciamo le incompiute, la Grezzanella monca è una ciliegina – e chiediamo maggiori finanziamenti per Verona.

Nel corso dell’incontro, però, mi è venuto letteralmente “un coccolone”.

Infatti, ho scoperto che tra i commissariamenti rientrano due opere ferroviarie nuove di zecca: i collegamenti tra le stazioni di Brindisi e di Olbia con i rispettivi aeroporti.

Due linee ferroviarie oggi non esistenti per i quali i finanziamenti sono stati integralmente reperiti rispettivamente per 112 e 170 milioni di euro.

Una botta forte, nonostante pensavo d’aver già superato lo scotto in passato. Infatti, nel Decreto Olimpiadi era stato già inserito il nuovo collegamento ferroviario tra la stazione di Bergamo e l’aeroporto di Orio al Serio, anche quello interamente finanziato.

Quei tre risultati sono stati possibili perché le tre Regioni interessate da anni avevano chiesto quelle due infrastrutture e nel tempo avevano utilmente agito per la loro realizzazione.

Di colpo quelle nuove linee appaiono interamente finanziate, commissariate e, quindi, prossime alla costruzione e la nostra linea ferroviaria, peraltro già esistente e soltanto da adattare per collegarsi con il Catullo, resta ferma al palo.

Ecco l’ennesimo incredibile risultato della Regione Veneto!

La Regione Veneto non ha inserito il collegamento ferroviario dell’Aeroporto di Verona nell’Accordo quadro firmato con RFI e approvato con DGR n. 1917 del 29 novembre 2016, cosa che avrebbe indotto il MIMS e RFI a finanziare l’opera nel vigente Contratto di Programma 2017/2021 (come, invece, avvenuto con il collegamento ferroviario dell’Aeroporto di Venezia).

Lo strabismo della Regione, che ha sempre mal posto quel tema, proponendo un collegamento con il Lago di Garda che ha inficiato il progetto originario, costringe Verona a subire ed il nostro aeroporto a perdere in concorrenza con gli altri scali in questione.

Ad oggi, sia il Ministero delle Mobilità e dei Trasporti Sostenibili, sia RFI considerano impossibile portare a termine la procedura, in quanto il progetto necessiterebbe comunque di un aggiornamento a seguito delle modifiche normative intervenute dal 2003.

Al contempo, però, anche a seguito della mia insistenza in Parlamento, nell’aggiornamento 2020/2021 del Contratto di Programma MIT‐RFI 2017/2021, il finanziamento dell’intervento è fissato al prossimo Contratto di Programma 2022‐2026 (oggi ha una dotazione finanziaria di 180.000 €).

Sollecito, quindi, la Regione Veneto a supportare la nostra proposta indicando come massima priorità l’attuazione dell’intervento “Collegamento ferroviario aeroporto di Verona” nel Contratto di Programma MIMS‐RFI 2022‐2026.

Cambiare le regole per il centro storico

Il Soprintendente per le belle arti, il paesaggio e l’archeologia di Verona, Vincenzo Tinè, ha lanciato un monito chiedendo alla città di “darsi una regolata» sulle tante manifestazioni in centro perché anche quest’anno le soluzioni approntate per il carico dei mercatini «non hanno dato i risultati sperati», quindi è doveroso «mettere ordine in centro storico».

Non ci sono dubbi che la pandemia da Covid 19 ci ha “donato” un lato che sembrava dimenticato: quello di vedere – nello stretto senso fisico e materiale – i monumenti e le piazze più belle e centrali della città nella loro bellezza e magnificenza in periodi in cui ciò non è stato possibile per tanti anni.

Pur nella drammaticità della situazione, Piazza Bra, Piazza dei Signori e le piazzette limitrofi libere nel periodo natalizio sono state una cosa che non ricordavamo da anni.

Quell’immagine, poi, della sporcizia in Piazza dei Signori dopo lo smontaggio è stata una ferita e purtroppo sta girando ovunque. Per inciso, è la stessa sporcizia che viene prodotta ad ogni smontaggio e ciò fa pensare sia alla scarsa attenzione e rispetto di coloro che vengono autorizzati a posizionarsi in quei luoghi sia alla disorganizzazione del Comune a far rispettare le regole e a provvedere contemporaneamente alla pulizia.

Guardiamo al futuro.

Condivido il richiamo del Sovrintendente Tinè a mettere ordine. E’ da anni che denuncio che le cinesate, la porchetta e le mangiatoie da sagra sono da evitare, sia perché non riflettono nessuna tradizione territoriale, sia perché sotto l’Arena non si mangia!

Occorre ripensare questi tipi di eventi in funzione della storia e delle tradizioni di Verona e dei monumenti che insistono nei luoghi dove si intendono autorizzare strutture di vario genere.

Sarà un difficile equilibrio, certo, perché decoro, conservazione e ricorrenze (storiche e culturali) da festeggiare spesso non collimano tra loro, ma non c’è altra scelta, ormai.

Poiché non esistono solo i luoghi da sempre utilizzati – ad esempio, cosa impedisce di mettere banchetti lungo Corso Porta Nuova o in Piazze come Cittadella e Corrubio? – penso sia possibile individuare un modello standard per banchetti, palchi e strutture compatibile con la storia e con il contesto in cui devono essere montati.

E perché non costituire un gruppo di lavoro composto da esponenti delle Istituzioni, Soprintendenza, storici, rappresentanti delle categorie e personalità della cultura con il compito di formulare una proposta entro il prossimo mese di giugno?

La politica, poi, ha tempo per le sue scelte in modo da essere pronti per il Natale 2022.

Sostegno e valorizzazione dei Carnevali storici

Con la Legge di Bilancio arrivano finanziamenti anche per il Carnevale veronese.

E’ stato approvato l’emendamento che avevo sottoscritto che aumenta il Fondo unico per lo spettacolo con la finalità di tutelare e valorizzare la funzione svolta dai carnevali storici.

Ai fondi può attingere anche il Bacanal del Gnoco che è nato quasi 500 anni fa. E’ quindi, uno dei carnevali italiani più antichi.

 

Come gli altri carnevali, anche quello veronese ha una riconoscibile identità storica e culturale, per la conservazione e la trasmissione delle tradizioni storiche e popolari che, di fatto promuovono anche i territori ove insistono.

Il Carnevale è si una manifestazione scherzosa, ma concentra in esso un insieme di arte, cultura, musica, danza, spettacolo, ingegno, creatività. In tutti i Carnevali italiani ci sono tutte le arti ed è di fondamentale importanza perché è una risorsa turistica ed economica.

Quindi, essendo il Carnevale italiano ovvero quello veronese, patrimonio culturale può attingere al Fondo unico per lo spettacolo dal vivo quale riconoscimento dello status di bene culturale delle manifestazioni carnevalesche.

Con l’emendamento approvato il Fondo unico per lo spettacolo è stato incrementato per il 2022 al solo fine di erogare finanziamenti dedicati ai Carnevali italiani.

Adesso tocca al Comitato Bacanal del Gnoco trasmettere al Ministero della cultura i propri progetti secondo le modalità e la procedura che saranno stabiliti con apposito bando che dovrà essere adottato entro la fine di gennaio.

Entro marzo, quindi, con decreto del Ministro della cultura, si provvede all’individuazione dei progetti ammessi al finanziamento e al riparto delle relative risorse.

Altre ottime notizie per la Fondazione Arena

E’ stato approvato il mio emendamento alla legge di Bilancio che stabilisce sia un criterio più favorevole di riparto del Fondo Unico per lo Spettacolo, sia le assunzioni a tempo indeterminato di personale artistico, tecnico e amministrativo anche per il 2022, sia la proroga per il rendiconto.

Oltre ai 150 milioni di euro in due anni per le Fondazioni Lirico Sinfoniche italiane decisi con la Legge di Bilancio 2022, ci sono altre buone notizie per la Fondazione Arena Leggi https://www.vincenzodarienzo.it/arrivano-finanziamenti-per-la-fondazione-arena/).

Ho proposto di integrare quella previsione – che agisce in maniera determinante sui bilanci – e con il mio emendamento è stato deciso:

  • che la ripartizione della quota del Fondo unico per lo spettacolo avvenga sulla base della media delle percentuali stabilite per il triennio 2017-2019 e non sull’ultimo triennio in cui, causa Covid, non si è lavorato;
  • più tempo per rendicontare l’attività svolta nel 2021, ovvero entro il 30 giugno 2022, dando conto in particolare di quella realizzata a fronte dell’emergenza sanitaria da Covid-19, delle esigenze di tutela dell’occupazione e della riprogrammazione degli spettacoli;
  • di prorogare fino al 31 dicembre 2022 la possibilità di procedere ad assunzioni a tempo indeterminato di personale artistico, tecnico e amministrativo mediante procedure selettive riservate in misura non superiore al 50 per cento dei posti disponibili al personale che alla data di pubblicazione dei relativi bandi presti servizio, o lo abbia prestato fino a un anno prima della data di entrata in vigore della disposizione, presso la fondazione che procede all’assunzione, sulla base di contratti di lavoro a tempo determinato per un tempo complessivo non inferiore a diciotto mesi, anche non continuativi, negli otto anni precedenti.

E’ un risultato importantissimo per la Fondazione Arena.

Ho tenuto conto delle difficoltà che le Fondazioni lirico sinfoniche hanno attraversato a causa della pandemia e per evitare che questo importante pilastro della cultura (veronese) internazionale potesse venire meno, oltre al rafforzamento dei bilanci patrimoniali, ho proposto integrazioni per consolidare la struttura di produzione.

Un ringraziamento al Ministro Franceschini che ha condiviso la proposta a testimonianza della sua vicinanza al sistema delle Fondazioni ed alla nostra in particolare.

Rincari bollette, AGSM faccia la propria parte

A fronte dei considerevoli aumenti delle bollette di luce e gas, almeno fino ad aprile prossimo AGSM non chiuda i contatori e consenta la rateizzazione delle bollette alle famiglie veronesi in difficoltà con i pagamenti.  

Entro la fine di dicembre verranno comunicati gli aggiornamenti per le tariffe di luce e gas, in vigore per il periodo gennaio-marzo 2022, con aumenti stimati tra il 20 e il 25% rispetto ai tre mesi precedenti per l’energia elettrica e tra il 35 e il 40% per il gas naturale. Si tratta di circa 800 euro in più a famiglia (136 euro in più a famiglia per la luce, 679 per il gas – stima NOMISMA). Questi rincari si aggiungono a quelli già avvenuti da luglio scorso.

L’emergenza prezzi materie prime è evidentissima: il petrolio ha quasi raddoppiato il suo prezzo da inizio anno mentre il gas naturale ha registrato un balzo del 400% in un anno.

Il Governo Draghi è già intervenuto:

  • a fine luglio ha stanziato 1,2 miliardi di euro per finanziare la riduzione della componente Asos (la voce che in bolletta è destinata soprattutto a finanziare lo sviluppo delle rinnovabili, a riduzione, quindi, degli oneri di sistema) per il terzo trimestre 2021
  • a fine settembre con altri 3,5 miliardi di euro che hanno consentito, da un lato, di attenuare l’effetto degli aumenti di luce e gas per 29 milioni di famiglie e oltre 6 milioni di utenze elettriche “non domestiche”, e, dall’altro, di neutralizzare l’impatto dei rincari per i titolari dei bonus sociali.

Infine, con la Legge di Bilancio 2022 ha stanziato altri 3,8 miliardi di euro per calmierare i prezzi energetici per i mesi invernali.

In tutto, negli ultimi sei mesi, ben 8,5 miliardi per  aiutare famiglie e imprese a pagare le bollette sempre più salate di luce e gas.

Non è finita, perché il Governo sta studiando un altro intervento da 3 miliardi di euro da approvare con un decreto legge ad inizio del prossimo anno.

Uno sforzo notevole, almeno per superare il periodo invernale.

Di fronte a questi prezzi è più che concreto il rischio che una famiglia veronese possa o sia costretta a scegliere tra rinunciare al riscaldamento o vedersi chiudere il contatore (dopo il 70esimo giorno dalla scadenza dell’ultima bolletta non pagata).

Senza danneggiare alcuno, AGSM può contribuire a dare una mano: alle famiglie che non sono in grado di pagare il doppio della bolletta che normalmente pagano, non chiuda il contatore e consenta il pagamento rateizzato della stessa.

Se si ritiene si può scegliere anche una soglia ISEE, sotto la quale si può godere di questa agevolazione temporanea (18/20.000 euro?).

Statale 12: finalmente la luce verde!

Risultato epocale: la variante alla Statale 12 potrà rientrare tra le opere del Decreto Olimpiadi con una provvista finanziaria di 50 milioni di euro, intanto.

La nuova strada che collegherà l’area a sud di Buttapietra fino a Verona ed eliminerà il traffico viabilistico su quell’asse e, quindi, a Cà di David, ha ricevuto l’impulso definitivo per poter far parte delle opere infrastrutturali connesse alla manifestazione olimpica Milano/Cortina 2026.

Abbiamo cercato di superare, così, il grave ritardo che la Regione Veneto aveva determinato..

Infatti, nonostante nel 2011 Veneto Strade si sia assunto il compito di redigere il progetto, sia preliminare che definitivo, dopo nove anni di nulla il 24/01/2020 aveva trasferito ad Anas il compito di redigere la progettazione definitiva e lo Studio di Impatto Ambientale.

Questo grave ritardo ha inciso negativamente sul reperimento delle risorse. Infatti, il progetto pur essendo inserito nel contratto di programma 2016-2020, non è stato mai compreso nel piano delle appaltabilità, ovvero non ci sono risorse stanziate, perchè la progettazione preliminare non consente la destinazione finanziaria.

A causa del livello progettuale non è stato possibile inserirla nei due Decreti con i quali sono state commissariate decine di opere infrastrutturali in Italia – e ciò avrebbe accelerato tutto – e non sarà possibile inserirla neanche nel terzo commissariamenti che sarà approvato a Gennaio del prossimo anno.

L’unico modo per risolvere il ritardo, considerato che non crediamo saranno possibili altri commissariamenti successivi al terzo di Gennaio 2022, era ed è inserirla tra le opere “olimpiche”, in quanto Verona è sede della serata conclusiva.

Finalmente, la proposta che avevo inserito nei pareri sui precedenti commissariamenti è stata valutata positivamente e all’opera potrà essere destinata una quota finanziaria di circa 50 milioni di euro sui 145 necessari. Per la quota restante penso che possa essere inserita nel prossimo Contratto di Programma Stato/ANAS.

Con questa scelta tutte le procedure legate alla variante subiranno un impulso burocratico amministrativo notevole che potrà rendere possibile la cantierizzazione per lotti della strada e, speriamo, la costruzione di tratti importanti dell’arteria entro il 31 dicembre 25025, considerato che i giochi saranno a febbraio 2026.

Una svolta epocale che sembrava impossibile a causa dei ritardi che in questi anni sono stati provocati.

Un risultato che il Partito Democratico ha preteso con forza, a soluzione di un nodo stradale che rendeva quella parte del territorio sostanzialmente invivibile.

Le bugie e la verità

Incassato il colpo, l’Assessore regionale alle infrastrutture, Elisa De Berti ha subito replicato che il merito è suo.

Le sue dichiarazioni risentite (inutilmente), cozzano palesemente con i dati di verità ufficialmente depositati e verificabili in Comune di Verona, Regione Veneto, ANAS, Ministero delle Infrastrutture e Mobilità Sostenibili, Camera dei Deputati e Senato della Repubblica, con date certe e firme altrettanto certe.

Elenco, ancora una volta, i fatti veri:

  1. non è vero che i lavori per la variante inizieranno quest’anno come più volte annunciato dal Sindaco Sboarina e dalla Vicepresidente De Berti! Purtroppo, a causa loro il progetto è ancora a livello preliminare;
  2. la progettazione è ancora a livello preliminare perché nel 2011 Veneto Strade si era assunto il compito di redigere il progetto, sia preliminare che definitivo (l’incarico era stato voluto dal Consigliere Regionale PD Franco Bonfante nel 2008), ma il 24 gennaio 2020 Regione e Veneto Strade trasferivano ad Anas il compito di redigere la progettazione definitiva e lo Studio di Impatto Ambientale. Nove anni di nulla!;
  3. sono trascorsi tanti anni perché Regione Veneto e Comune di Verona non hanno trovato un accordo dal 2011 sul tracciato della variante e solo a luglio 2021, FINALMENTE, il Comune di Verona ha dato il proprio parere per il progetto definitivo;
  4. ad oggi non ci sono le risorse necessarie per costruirla perché la progettazione preliminare non consente la destinazione finanziaria. Per legge, solo dal progetto definitivo consolidato dopo la Valutazione di Impatto Ambientale è possibile provvedere al finanziamento;
  5. non è stato possibile accelerare l’iter come prevedeva il Decreto Semplificazioni (ottobre 2020) perché i requisiti richiesti per le opere stradali da commissariare erano la copertura delle risorse per almeno il 50% del totale e la progettazione definitiva;
  6. la variante non era stata inserita prima nel Decreto Olimpiadi Milano Cortina 2026 perché nel marzo del 2020 la Regione Veneto non lo chiese ed indicò altre opere stradali, di altre province;
  7. sono agli atti parlamentari i due pareri espressi dalle nostre due Commissioni Infrastrutture, Camera e Senato, nel 2021 sui due Decreti commissariamenti con i quali veniva inserita la variante tra le priorità dei medesimi commissariamenti straordinari e/o del Decreto Olimpiadi (Verona è sede della serata conclusiva), Per uno dei due il relatore sono stato io e per l’altro – relatore un Senatore di Forza Italia – la proposta è stata depositata sempre a mia firma;
  8. sono agli atti del MIMS (in presenza) e di Zoom (in videoconferenza) le riunioni che abbiamo intrattenuto – anche con altri colleghi – nel tempo sul tema;

Certo, conosciamo anche l’impegno della Regione Veneto da luglio 2021, ma siamo convinti che se lo avesse fatto qualche anno prima, la variante sarebbe già in esercizio.

L’inserimento della variante nel Decreto Olimpiadi è la più normale delle conseguenze di un impegno che si protrae da anni profuso dal Partito Democratico veronese.