Ben svegliata, Verona

Il nostro candidato, Damiano Tommasi, è il sindaco di Verona.

Il centrosinistra governerà la città per i prossimi anni, anni in cui si affronteranno sfide importanti per lo sviluppo e la crescita del territorio.

La vittoria è stata costruita con sacrificio e dedizione. Il Partito Democratico ha dimostrato capacità di unire una coalizione attorno al candidato Tommasi e ha saputo mettersi a disposizione per un obiettivo più grande dei propri interessi.

E’ capacità di governo favorire coalizioni come quella che ha vinto. Sono molto felice anche per i tantissimi giovani che hanno partecipato al nostro progetto.

La città cambia verso e dopo anni di divisioni e litigi nel centrodestra, abbiamo la possibilità di far crescere una nuova classe dirigente con valori ed obiettivi nuovi, con un lavoro sereno e rispettoso di tutti i veronesi, senza gli odiosi steccati imposti dal sindaco uscente.

E’ importante mantenere l’umiltà con la quale abbiamo condotto la campagna elettorale e che Damiano ha ben interpretato con il progetto politico che abbiamo sostenuto.

E’ nostro dovere ricostruire quanto è stato slegato in questi anni, il filo sociale nella comunità affinché nessuno venga escluso o si trovi in difficoltà. Una Rete di protezione sociale che comprenda tutti.

Abbiamo anche il compito di rasserenare il clima che è stato creato in città.

Questo è un passaggio essenziale.

Nei confronti della società e delle forze politiche che saranno all’opposizione, occorre un atteggiamento di confronto e di collaborazione sui temi concreti, senza inutili steccati, e con un pragmatismo che deve essere in linea con quanto già dimostrato nel corso della campagna elettorale.

Inutile inseguire polemiche e contrapposizioni sterili, pensiamo alle cose da fare, con soluzioni a portata di mano, senza voli pindarici.

Per quanto concerne la costruzione della squadra di governo, il Partito Democratico ha in sé le competenze politiche per farne parte pienamente. Tutti i nostri eletti hanno maturato competenze amministrative in anni di impegno e di amministrazione, oltre alla cultura politica che ci appartiene che da sempre orienta le nostre scelte a favore del territorio.

Premiare l’impegno profuso, conferire la rappresentanza a loro è atto doveroso a sostegno e riconoscimento per tutto quanto hanno fatto in questi anni.

Trenord imponga il contingentamento sui treni.

Giovedì 2 giugno scorso, circa 2.000 ragazzi e ragazze, di cui molti minorenni, si sono ritrovati a Peschiera del Garda per un raduno che era stato organizzato nei giorni precedenti tramite passaparola sulla piattaforma TikTok.

Nel corso del raduno, non autorizzato, molti dei partecipanti si sono resi protagonisti di violenze, risse, scontri con la polizia e in alcuni casi anche di molestie sessuali, in particolare sul treno di ritorno verso casa.

Pare che la situazione sia degenerata dal primo pomeriggio, nel momento in cui sono arrivate in treno oltre 1.500 persone, quasi tutte dalla Lombardia, che si sono aggiunte ai circa 600 giovani già presenti.

Da tempo, ormai, l’area interessata del Lago di Garda è meta di centinaia di ragazzi che nel corso del weekend giungono dalla Lombardia attraverso i treni regionali che transitano frequentemente dalla stazione di Peschiera del Garda sulla linea Regio Express Verona-Brescia-Milano, servizio gestito dalla società Trenord.

Per i treni regionali di competenza Trenitalia, ivi compresi quelli che riguardano il servizio Venezia-Verona, in molti casi è in essere un contingentamento dei posti disponibili per viaggiatori con biglietto di corsa semplice, in ragione del quale una volta che i posti disponibili risultano esauriti, non è più possibile acquistare biglietti di corsa semplice.

Il 2 giugno non è stato rispettato alcun tipo di contingentamento dei passeggeri sui treni della società Trenord – perché normalmente non lo prevede – tanto che la rilevante mole di passeggeri, ampiamente superiore alle capacità massima di trasporto dei treni in transito alla stazione di Peschiera del Garda, ha generato notevoli problemi organizzativi e di sicurezza per i numerosi giovani presenti sul luogo e sui treni

Per questa ragione è verosimile affermare che se ci fosse stato il contingentamento, probabilmente la pressione numerica delle persone presenti a peschiera del Garda e sui treni in transito sarebbe stata notevolmente inferiore.

Ad aggravare la situazione ha contribuito in misura determinante anche l’assenza di un presidio da parte di Trenord sulla tratta in questione che ha costretto, tra l’altro, il personale di Trenitalia ad effettuare il servizio di assistenza ai passeggeri di un altro operatore ferroviario.

In merito, ho presentato un’interrogazione ai Ministri delle Infrastrutture e dell’Interno per fare chiarezza su quanto accaduto, anche al fine di verificare l’eventuale violazioni delle norme di sicurezza del trasporto ferroviario. In particolare, però, ho chiesto di agire per regolare il servizio offerto da Trenord con particolare riguardo alla necessità di garantire, per ragioni di sicurezza, il rispetto della capienza massima del numero di passeggeri su ciascun treno in servizio sulla linea Verona-Brescia-Milano, nonché per favorire l’istituzione di un presidio presso la stazione di Verona Porta Nuova.

Il voto al Partito Democratico sostiene Damiano Tommasi

Domenica si vota per il rinnovo del Consiglio Comunale di Verona.

Damiano Tommasi è una candidatura riconoscibile, signorile e rassicurante, certamente rafforzata dall’unità della coalizione di centrosinistra.

C’è un altro elemento, inconfutabile: Damiano Tommasi è l’unica vera novità tra i candidati. Gli altri due sono da almeno 20 anni sulla scena, sempre loro, prima insieme poi divisi e politicamente nemici giurati.

Da 10 anni litigano furiosamente e trascinano Verona nelle loro beghe. A capo di due schieramenti avversi, litigano su tutto e hanno creato una classe dirigente divisa e sospettosa.

Solo il candidato Tommasi è fuori da certe logiche e, per questo, un elemento di forte novità nel panorama politico veronese.

Il Partito Democratico veronese, che è già stato pilastro fondamentale della coalizione sin dalla scelta del candidato, avrà una rilevante responsabilità nell’azione di governo della città.

Essere il primo partito della coalizione ci consentirà di dare impulso alle prospettive future nonché di essere collante delle forze della coalizione di centrosinistra.

Abbiamo le capacità per farlo ed è necessario che la coalizione abbia un punto di riferimento chiaro e saldo.

La consapevolezza delle nostre potenzialità è all’attenzione di tutti gli elettori: il voto al PD rafforza quel pilastro centrale che siamo e ci consegna la responsabilità di tenere salda l’alleanza per affrontare le sfide che abbiamo di fronte.

Il Partito Democratico si è dimostrato, unico in gradi di poter raggiungere quel livello di coesione.

Il voto al PD sostiene Tommasi e garantisce la solidità della coalizione.

Nella lista dei candidati PD per il Consiglio Comunale c’è il giusto mix di esperienze e di generazioni che si mettono al servizio di Verona per i prossimi anni.

Tutti meritevoli. Tra questi, mi permetto di consigliare alcune scelte per l’indicazione delle preferenze da esprimere.

Francesco CASELLA
È il segretario del circolo PD della quarta Circoscrizione ed è stato consigliere della medesima Circoscrizione.

 

Federico RIGHETTI
È il segretario dei giovani democratici di Verona.

 

 

Carla AGNOLI
È impegnata nel Circolo PD della terza Circoscrizione.

 

Federico BENINI
È consigliere comunale nonché capogruppo del gruppo consiliare PD in Comune.

 

Marco BURATO
È stato consigliere comunale di Verona ed è impegnato nel Circolo PD dell’ottava Circoscrizione.

 

Giorgio FURLANI
È stato consigliere della sesta Circoscrizione ed è impegnato nel Circolo PD della medesima Circoscrizione.

 

Valentina SILVESTRI
È impegnata nel Circolo PD della seconda Circoscrizione.

 

 

Risolvere i problemi dei cantieri TAV

Le gare d’appalto andate deserte per la realizzazione dell’alta velocità Brescia-Verona e Verona-Vicenza stanno rallentando l’esecuzione dei lavori e si rischia di non rispettare i termini imposti dal PNRR, di cui le due opere hanno ricevuto parte dei finanziamenti.

Quanto accaduto ha diversi profili.

Alcune gare vanno deserte per le conseguenze delle crisi delle imprese del settore dei lavori infrastrutturali che ne ha ristretto la platea in maniera significativa. A questo si aggiungono i rincari delle materie prime che rendono impossibile il calcolo dei costi in rapporto alla cifra a base d’asta nonché una certa sfiducia degli operatori a causa dell’eccessiva volatilità dei prezzi.

Sui rincari, sin dal 2021 siamo intervenuti riconoscendo le varianti motivate dal rincaro e avevamo deciso anche di ricalcolare i prezzi, cosa che abbiamo fatto da inizio aprile.

Non escludo che le imprese non abbiano partecipato alle gare in attesa dei nuovi prezzi.

Lo considero ovvio.

Se così non fosse, allora di non solo rincari si tratta, ma torniamo al primo punto, le difficoltà che vivono le imprese del settore.

E’ possibile una soluzione, anche considerando che si tratta di opere che possono essere funzionali alle Olimpiadi Milano-Cortina 2026.

Per la tratta Milano/Verona è stato condivisol’affidamento al mercato, mediante procedure di gara, di una quota degli appalti da far eseguire a terzi pari al 70% circa delle opere civili e di armamento (le infrastrutture). Il restante 30% è rimasto in capo al Consorzio CEPAV 2 attraverso gli affidamenti diretti.

Per la Tratta Verona/Padova, invece, è stato condiviso l’affidamento al mercato, mediante procedure di gara, di una quota degli appalti da far eseguire a terzi pari al 60% circa delle opere civili e di armamento (le infrastrutture). Il restante 40% è rimasto in capo al Consorzio IRICAV 2 attraverso gli affidamenti diretti.

A mio parere se la gara pubblica per l’individuazione delle imprese terze cui affidare il 70% o il 60% dei lavori dell’intera tratta, andasse deserta o comunque non è possibile aggiudicarla, il Contraente può procedere con affidamenti diretti purché le condizioni iniziali dell’appalto non siano sostanzialmente modificate.

Credo che questa soluzione sia una corretta interpretazione degli impegni assunti dal Governo italiano in sede comunitaria. In questi casi, ossia quando un appalto non viene aggiudicato in sede di prima pubblicazione, l’obbligo di affidare ad imprese terze con una gara una quota parte dei lavori, dovrebbe ritenersi assolto da parte del Contraente.

E’ l’unica per garantire l’ultimazione delle opere affidate nel rispetto delle tempistiche contrattuali senza che ciò possa essere considerata quale violazione degli impegni assunti dallo Stato italiano verso l’Europa con il PNRR.

Ovviamente, serve un confronto specifico con la Commissione UE.

Collegamento con l’Aeroporto, Ridurre i danni!

Sul collegamento Stazione ferroviaria Porta Nuova e Aeroporto V. Catullo, con il Protocollo firmato si affossa il progetto del raddoppio ferroviario Verona Mantova e si danneggiano Villafranca e Dossobuono.

Regione Veneto e Rete Ferroviaria Italiana hanno sottoscritto un protocollo di intesa in cui si prevede di istituire un gruppo di lavoro per individuare e valutare diverse ipotesi progettuali per i collegamenti tra la stazione di Verona Porta Nuova, l’Aeroporto Catullo e la sponda orientale del Lago di Garda.

Lo studio dovrà “contemplare anche la possibilità di adottare soluzioni alternative come sistemi leggeri o integrati con il sistema delle piste ciclabili.”

Questa frase significa che il progetto conosciuto del raddoppio ferroviario verso Mantova e della liberazione di Dossobuono dai binari, sarà affossato perché si prevede la possibilità di un collegamento diretto con un solo binario tra Verona e l’Aeroporto.

In pratica, l’accordo prevede la realizzazione di un solo binario di circa 1,7 km che parte da Madonna di Dossobuono (poco dopo il cavalcavia autostradale) e arriva al Catullo, ove saranno realizzati due binari di sosta (un treno in arrivo e un altro in sosta che riparte).

Nulla a che vedere con il progetto più funzionale, del 2003 già inserito nel Contratto di Programma 2022/2026 MIMS/RFI, che collegava l’Aeroporto con due binari spanciati dalla linea storica e liberava Dossobuono dai binari, consentendo, così, la ricucitura del paese, oltre che il raddoppio dei binari verso Mantova.

Questi progetti non saranno mai più realizzati. Perché la Regione si accontenta di un piatto di lenticchie?

Il Protocollo, azzera anche le inutile chiacchiere della Regione sul collegamento Aeroporto/Lago Di Garda. Non sarà realizzato attraverso S. Massimo/Bussolengo/Garda, come voleva, bensì tra il Catullo/Porta Nuova e Peschiera, come era ovvio che fosse.

Il collegamento con l’Aeroporto è fondamentale, è capace di garantire circa un milione di utenti nel 2030, ma con il progetto che la Regione accetta, si affossano molte prospettive utili al territorio.

Il danno provocato dalla Regione può essere in parte ridotto. Sia inserito nel Protocollo:

  1. il raddoppio dei binari almeno fino a Villafranca (dal bivio S. Lucia), in modo da poter progettare la metropolitana di superficie Verona/Villafranca collegata a tutta la rete da Peschiera a S. Bonifacio e da Domegliara a Legnago;
  2. l’eliminazione del passaggio a livello a Dossobuono realizzando un nuovo sottopasso sotto la linea ferroviaria nell’area verso Villafranca;
  3. il posizionamento di barriere antirumore a Dossobuono considerato l’elevato numero di treni merci, circa 30 al giorno e molto rumorosi e i circa 25 treni passeggeri giornalieri.

Insomma, valga la pena aver firmato un accordo, ma senza danneggiare altre realtà locali che mai vedranno una soluzione positiva.

La Regione non danneggi il villafranchese, Collegare quel territorio a Verona con la metropolitana è necessario.

Interrogazione sul filobus e risposta del Ministro

Ho presentato un’interrogazione al Ministro Giovannini sul filobus di Verona per capire lo stato dell’arte. Temo che Verona stia perdendo il finanziamento statale a causa dell’insipienza di chi ci governa. Da anni gira a vuoto senza alcun risultato.

Di seguito il testo dell’interrogazione e la risposta del Ministro.

INTERROGAZIONE

Al Ministro delle infrastrutture e della mobilità sostenibili.

Premesso che:

  • la Giunta comunale di Verona con deliberazione n. 341 del 29 settembre 2008 ha approvato il progetto preliminare del sistema di trasporto pubblico di tipo filoviario per la città di Verona per un costo totale di 143.053.040 euro, oltre IVA di 15.735.843 euro, per un totale di 158.788.874 euro;
  • il CIPE con delibera n. 28/2009 ha approvato la sostituzione dell’originaria “tranvia S. Michele-stazione FS-stadio” a Verona con un “nuovo sistema filoviario”. Con una successiva delibera n. 90/2011 ha confermato il contributo assegnato, richiedendo un nuovo accordo procedimentale da sottoscrivere tra il Ministero, il Comune e il soggetto attuatore dell’intervento (Azienda mobilità e trasporti S.p.A., AMT), indicando il 30 aprile 2011 quale termine per l’aggiudicazione provvisoria dei lavori;
  • il 18 settembre 2014, AMT e l’associazione temporanea di imprese hanno sottoscritto l’atto integrativo e modificativo n. 1 del contratto di appalto per il progetto esecutivo, lavori e fornitura veicoli;
  • con delibera di Giunta n. 73/2018, il Comune di Verona ha approvato un nuovo accordo procedimentale, da sottoscrivere con il Ministero, con la data del 31 gennaio 2022 quale apertura all’esercizio e termine ultimo per la messa in servizio dell’impianto;
  • il CIPE, con delibera del 26 aprile 2018, approvava la realizzazione dell’intervento del Comune rimodulato con un costo ammissibile di 142.752.134,22 euro e il relativo contributo statale rideterminato in 85.651.280,53 euro, in cui, prendendo atto dell’aggiornamento, si confermava la data del 31 gennaio 2022 e si chiedeva al Ministero di vigilare;
  • il 5 ottobre 2020 AMT ha inviato all’associazione temporanea di imprese la risoluzione unilaterale del contratto di appalto per il progetto esecutivo, lavori e fornitura veicoli (contratto del 5 settembre 2012 e relativi atti integrativi e modificativi n. 1 del 18 settembre 2014, e n. 2 dell’8 agosto 2018). Il 9 novembre 2020 AMT avrebbe presentato al Ministero un’ulteriore variante al progetto con modifiche di percorso e possibili veicoli senza fili (di dimensioni maggiori), prospettando un nuovo bando entro fine 2021, inizio lavori a gennaio 2023 e fine lavori aprile 2026. Sembra che il 4 gennaio 2021 AMT abbia sottoscritto, contrariamente alla precedente rescissione unilaterale del contratto, un accordo transattivo con le imprese per chiudere i cantieri ancora aperti entro il 14 maggio 2021;
  • il 14 gennaio 2021 in Consiglio comunale, il sindaco di Verona, rispondendo alle interrogazioni dei consiglieri, confermava la ripartenza del progetto filobus,

 

si chiede di sapere:

  • se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza di quale sia lo stato attuale dei lavori e quali siano gli effettivi tempi di esecuzione;
  • se le criticità emerse sull’opera “nuovo sistema filoviario rimodulato” e riportate anche dalla stampa locale siano state comunicate al sistema di monitoraggio degli investimenti pubblici (MIP) del CIPE;
  • se il nuovo progetto di variante, che pare essere stato presentato, sia compatibile con le precedenti decisioni prese da Ministero e CIPE e non risulti in contrasto con l’ipotizzata variazione del mezzo;
  • se risulti legittima la variante della filovia sotto gli aspetti amministrativi, tecnici ed economici, sulla base delle normative in materia di lavori pubblici;

se i maggiori costi che risulterebbero nella nuova variante possano essere finanziati per il 60 per cento da Ministero e CIPE, come pare richiedere AMT;

se il presunto accordo transattivo tra AMT e associazione di imprese del 4 gennaio 2021 sia legalmente ammissibile e a chi faranno carico gli eventuali oneri diretti e indiretti sostenuti dalla pubblica amministrazione relativi a spese legali, costi del personale, incarichi di esperti tecnici esterni, costi di lavori già eseguiti e forniture di materiale probabilmente non più funzionale dopo il possibile cambio di filoveicolo;

se non si ritenga opportuna un’ispezione dei tecnici ministeriali al fine di verificare se siano state attuate tutte le azioni necessarie per una tempestiva realizzazione dell’opera;

se non si ritenga opportuno nominare un commissario ad acta con pieni poteri per la realizzazione in tempi certi del progetto filovia della città di Verona.

 

Risposta interrogazione sul filobus

Elezioni comunali: il ruolo centrale del PD

Penso che il Partito Democratico veronese abbia una rilevante responsabilità dal 27 giugno, così come stiamo già facendo nella fase della campagna elettorale in corso.

Con la stessa convinzione con la quale ho sostenuto il candidato unitario del centrosinistra, e quindi, la disponibilità del PD a favorire la scelta unitaria (ne parlo qui https://www.vincenzodarienzo.it/perche-il-candidato-sindaco-non-e-del-pd/), ritengo che il PD debba assumersi pienamente il gravoso compito di essere pilastro della coalizione.

Nessuna presunzione, men che meno prevaricazione, ma è nelle cose che al Pd si riconosca questo compito.

Il primo partito della coalizione, che si confermerà come tale il 12 giugno e, riceverà, pertanto, un consenso fiduciario maggioritario, avrà il compito di essere motore delle prospettive future nonché collante delle forze della coalizione.

Con la nostra cultura politica e l’impostazione ideale da amministratori di governo, saremo chiamati alla doppia sfida di garantire la stabilità dell’azione amministrativa e la propulsione sui temi strategici per la città.

La fiducia al Partito Democratico va esattamente in questa direzione.

Le capacità maturate, il confronto interno ampio e democratico, la chiara riconoscibilità della nostra collocazione politica riformista, sono elementi attrattori che il PD saprà mettere sapientemente a disposizione del sindaco e del centrosinistra, come abbiamo sempre fatto.

La cognizione delle nostre potenzialità è all’attenzione di tutti gli elettori, ai quali va trasmessa la consapevolezza che il voto al PD rafforza quel pilastro centrale che siamo e ci consegna la responsabilità di tenere salda l’alleanza per affrontare le sfide che abbiamo di fronte.

Il voto al PD è una scelta che favorisce le prospettive unitarie e ci conferisce un mandato che, in linea con la nostra cultura politica, non potremmo mai derogare o assegnare ad altri.

Sostegno economico ai rifugiati ucraini

Nel mese di marzo il Governo ha deciso di devolvere ai profughi provenienti dall’Ucraina un contributo di sostentamento pari a 300 euro a persona al mese per adulto e a un’integrazione di 150 euro al mese per ciascun minore di 18 anni al seguito.

Gli aventi diritto dovevano chiedere il permesso di soggiorno speciale e dovevano essere ospitati in luoghi diversi dai Centri di assistenza.

Ebbene, è trascorso un pò di tempo dalle domande presentate e il contributo non è stato ancora erogato.

Ciò ha determinato due importanti criticità: diverse famiglie veronesi sono state costrette a rinunciare all’ospitalità per problematiche di natura economica e tanti rifugiati hanno finito i propri risparmi e non potevano più contribuire alle spese di coloro che li ospitavano.

Il risultato è stato che in diversi sono stati ricollocati nelle strutture di assistenza. La difficoltà, che mi è stata segnalata da diverse famiglie veronesi e dall’Associazione Malve, effettivamente cominciava ad essere pesante.

Ebbene, da venerdì 27 maggio la Protezione Civile verserà i contributi economici ai rifugiati ucraini che ne hanno fatto richiesta.

E’ stato questo l’esito di un incontro che ho chiesto e avuto martedì scorso a Palazzo Chigi per affrontare il delicato tema.

Il contributo di 300 euro sarà devoluto ai profughi ucraini che hanno presentato domanda di permesso di soggiorno per protezione temporanea alla Questura che si trovino, o siano stati, in condizione di autonoma sistemazione, vale a dire presso parenti, amici o famiglie ospitanti per almeno dieci giorni nell’arco di un mese.

Il sostegno può essere richiesto entro il 30 settembre 2022 e viene riconosciuto – per il momento – per un massimo di tre mesi dalla domanda di permesso di soggiorno.

E’ un’ottima notizia che potrà consentire a tanti rifugiati di contribuire alle spese delle famiglie che li ospitano o di lasciare i Cas-Centri di assistenza straordinaria, Sai-Sistema di accoglienza e integrazione, strutture per l’accoglienza diffusa, alberghi messi a disposizione dalle Regioni e Province Autonome per provare a vivere presso le famiglie che vorranno.

Si risolve, così, un nodo che aveva creato disagio ai veronesi che ospitavano profughi e incertezze tra i rifugiati ucraini.

Fiera, si prosegue sempre peggio

Pochi giorni fa è stato rinnovato il Consiglio di Amministrazione di VeronaFiere.

E’ andata esattamente come avevo detto (https://www.vincenzodarienzo.it/la-fiera-delle-vacche/): si sono impossessati delle poltrone con il bilancino della politica!

E’ prevalsa una chiara visione protezionistica con la nomina di un Presidente che non ha maturato esperienze significative, se non nel campo politico.

L’aumento da cinque a sette componenti del Consiglio di Amministrazione e la creazione del ruolo dell’amministratore delegato sono frutto di meri accordi per mettere insieme i tanti appetiti, a scapito delle prospettive dell’Ente.

Ovviamente, poiché al Comune di Verona spettava la nomina del Presidente, lo ha esercitato solo con l’unità di misura dell’accordo tra i partiti.

Non risultano progetti sulle finalità e gli obiettivi futuri dell’Ente fieristico se non quello che leggiamo sui giornali con vuote dichiarazioni d’intenti.

Il peggio non è solo questo. Non bastava, infatti, che l’Amministrazione a fine mandato, che non è detto che sarà riconfermata, ha fatto nomine che una nuova e diversa Amministrazione potrebbe non condividere, ma le nomine non rispettano la rappresentanza di genere.

Il Consiglio di Amministrazione è costituito da soli uomini. Verona Fiere è rappresentato da personalità esclusivamente maschili, senza alcuna rappresentanza per la componente femminile.

Ancora una volta le destre confermano la loro natura, ignorando il principio del rispetto della parità di genere.

L’ennesimo passo falso per la città e un infelice passo indietro nel rispetto e nella promozione delle pari opportunità.

Si conferma, ancora una volta, che se il sindaco uscente non dovesse essere confermato, come auspichiamo,  i nominati resterebbero in carica per alcuni anni e, pertanto, sarà difficile attuare un principio che per noi è fondante: rispettare il ruolo del genere femminile ovunque si amministri la città.

Le infrastrutture prioritarie per Verona

Principi di sostenibilità

Programmare e realizzare le infrastrutture e i sistemi di mobilità in un’ottica di sviluppo sostenibile e di utilità pratica, attraverso la razionalizzazione e l’integrazione delle opportunità esistenti sul territorio.

Le politiche territoriali per la mobilità e le infrastrutture devono essere orientate alla resilienza dell’esistente nonché alla sostenibilità e all’utilità degli interventi futuri.

La metropolitana di superficie

Entro il 2030 saranno completate le tratte alta velocità Brescia – Verona – Padova e Verona – Pescantina – Brennero. Ciò consentirà la “liberazione” di tracce ferroviarie sulle relative linee storiche.

Sin da subito va approntato un progetto affinché da quella data possa entrare in esercizio un servizio ferroviario cadenzato temporalmente e con fermate certe tra le stazioni di Peschiera del Garda – S. Bonifacio (in future Domegliara e Legnago) così da creare, di fatto, una metropolitana di superficie al servizio della mobilità alternativa alla gomma.

Collegamento Aeroporto/Stazione Ferroviaria

Il progetto preliminare dell’intervento “Collegamento ferroviario Aeroporto di Verona” è del  2003 e così come progettato aveva un costo di 90,40 milioni di €. Il collegamento garantirebbe un frequenza oraria Verona-Mantova (52 treni al giorno) con frequenza media di 30’.

RFI ha valutato il Masterplan dell’aeroporto Valerio Catullo e ha stimato in oltre un milione di unità la potenziale utenza nel 2030.

Il progetto Verona/Porta Nuova – Aeroporto Catullo, così come conosciuto da progetto 2003, deve essere inserito tra le priorità del Contratto di Programma 2022/2026 MIMS/RFI.

Variante SS12

Il progetto definitivo della variante alla SS12 non è ancora pronto e abbiamo presentato due proposte per velocizzare l’iter e avere la variante entro le olimpiadi 2026.

Se vogliamo avere la variante entro febbraio 2026, occorre ridurre i tempi per la valutazione di impatto ambientale e la Conferenza di servizi dai 14 mesi previsti (da maggio 2022 ad agosto 2023) a circa 6/7 mesi.

E’ necessario avviare la conferenza dei servizi in concomitanza con la VIA in modo da farla parallelamente all’esame ambientale. La legge lo consente e così i tempi si dimezzano, perché appena terminerà la VIA si potrà chiudere contemporaneamente anche la Conferenza di servizi e procedere all’approvazione del progetto definitivo.

Da quel momento, normalmente, si partirebbe con il  progetto esecutivo e l’appalto. A quel punto, è necessario aderire alla procedura dell’appalto integrato, ovvero di appaltare il progetto esecutivo e la realizzazione dell’opera contemporaneamente riducendo, così, i tempi dai 12 mesi previsti (da agosto 2023 ad agosto 2024) a circa la metà.

Una corsa contro il tempo, che, considerando i previsti 1.460 giorni di lavori (di cui 292 giorni di incidenza stagionale sfavorevole), consentirebbe la conclusione della variante entro il 2025.

Trasporto collettivo di massa – Filobus

Il CIPE (2018) ha approvato la realizzazione dell’intervento con un costo ammissibile di euro 142.752.134,22 e contributo statale rideterminato in euro 85.651.280,53.

Il Comune di Verona, nel 2018, ha approvato un nuovo accordo procedimentale indicando la data del 31 gennaio 2022 per l’apertura all’esercizio e termine ultimo per la messa in servizio dell’impianto, pena la revoca dei contributi.

Nel 2020 Comune di Verona e AMT hanno inviato una nuova proposta che prevedeva la dilatazione dei tempi e dei costi: dai 142 milioni a quasi 177 milioni di cui 106 a carico dello Stato e prospettato un nuovo bando entro fine 2021, l’aggiudicazione entro luglio 2022, la stipula del nuovo contratto entro ottobre 2022, l’inizio lavori il primo gennaio 2023 e la fine lavori il 15 aprile 2026.

Anche queste date non sono state rispettate.

Si rischia di perdere il finanziamento statale? Occorre valutare la reale fattibilità dell’opera e soprattutto, profondere ogni sforzo per “salvare” il finanziamento statale.

Linea ferroviaria Verona – Rovigo

Il tratto ferroviario Verona-Rovigo, uno dei peggiori in Italia con treni a gasolio e disservizi giornalieri, è da ammodernare per offrire a Verona una nuova opportunità.

La priorità è inserire nel Contratto di Programma 2022/2026 MIMS/RFI l’elettrificazione del tratto Isola della Scala – Cerea.

Ribaltamento casello Verona sud

Il progetto del ribaltamento a sud dell’attuale casello sulla A/4, prevede la connessione con la tangenziale sud e il limitrofo parcheggio scambiatore della Genovesa (mille posti), capolinea del filobus (?).

Il ribaltamento filtra il traffico autostradale in uscita/entrata dal casello verso altre modalità di trasporto (filobus) o verso altre direzioni (la tangenziale sud e la variante alla SS12), evitando l’attraversamento della viabilità urbana, a meno che non si è diretti dentro la città.

L’intervento è realizzato direttamente dalla società concessionaria Gruppo A4 Holding (Autostrada Brescia Verona Vicenza Padova) per un valore di 60 milioni di euro (I lotto).

Occorre accelerare i tempi per la progettazione definitiva/esecutiva e le procedure conseguenti per definire l’opera entro la fine del 2025.