Copertura dell’anfiteatro: libero esercizio creativo e retorico o attualità?

E’ accettabile che i monumenti di valore mondiale siano asserviti al lucro come vorrebbe fare Tosi?

Agli studiosi della storia romana non risulta che venissero coperti i loro teatri. Solo una parte delle gradinate del Colosseo era stata coperta con teli per riparare dal sole, mai l’Arena. Quindi, un eventuale cappello sarebbe una distorsione storica e non una riproposizione dell’antico.

Da rilevare che il confronto con l’Arena della città francese di Nimes non regge. Ogni sito ha uno storia sua, anche se costruito dalle stesse persone.

Peraltro, non c’è proporzione tra il valore del museo e la motivazione addotta. Per garantire alcune serate liriche non si può neanche immaginare di fare un tetto.

E’ ovvio che il concorso di idee che Tosi vuole lanciare e’ un bell’esercizio creativo, nel senso che non potrà avere nessuno effetto pratico.

Infatti, la decisione non spetta al Comune, ne’ al vincitore del concorso. In ogni caso, vista la perseveranza, credo sia necessario interessare il Consiglio Superiore del Ministero dei Beni Culturali. E’ a quell’Organismo consultivo del Ministro che chiederò di esprimersi autorevolmente perché quello è il livello di tutela del monumento. Lasciarlo nelle mani di Tosi non è più possibile.

Sarebbe opportuno anche chiedere al Consiglio Superiore cosa ne pensa dei protocolli fatti dal Comune per la gestione dell’anfiteatro, sempre più asserviti alle esigenze di lucro e poco alla valorizzazione e alla protezione del monumento.

Non essendoci nella copertura nessuna motivazione archeologica non ho dubbi che potremmo mettere la parola fine a questa storia.

Verona, non più rischio infiltrazioni, ma presenza certa e strutturata della malavita

Insieme con il collega Alessandro Naccarato, membro della Commissione Bicamerale Antimafia ho incontrato il Prefetto di Verona Salvatore Mulas per un confronto sulle interdittive antimafia da lui emesse e sul rischio di infiltrazioni mafiose nel veronese.

Infatti, la risposta alla mia interrogazione sul rischio di infiltrazioni criminali tra gli altri nei confronti della Soveco spa, della Gri.Ka costruzioni srl e della Nico. Fer srl era stata inequivocabile. Il Ministro Alfano aveva risposto che: “..le indagini hanno messo in luce la presenza della ndrangheta nella provincia di Verona”.

Quindi, come peraltro emerso anche nell’incontro, non si tratta più di “rischio infiltrazioni” bensì di una presenza vera e propria. Verona e’ la provincia del Veneto nella quale maggiormente e’ stata rilevata la presenza della malavita.

La conferma arriva anche dal fatto che sono state emesse le interdittive nei confronti delle società Nico.fer Srl e Gri.Ka costruzioni Srl.

Per la società Soveco Spa sono in corso accertamenti.

Come è noto e come emerge dalle indagini svolte dai Carabinieri, l’imprenditore veronese Moreno Nicolis (Ni.Co. Fer) aveva avuto modo di venire in contatto con amministratori del Comune di Verona – tra cui il Sindaco Tosi a cena a casa sua – oltre a vantare la necessità di avere contatti di questa natura. Ciò dimostra la volontà di creare rapporti con le Istituzioni.

Il Prefetto ci ha confermato che, sebbene finora non ci siano stati fatti criminosi tipici come omicidi e estorsioni sistematiche e organizzate, sono in essere controlli nei confronti di personaggi con gravi precedenti penali trasferiti a Verona o arrestati da varie Procure italiane per verificarne i rapporti con la criminalità organizzata.

Verona e’ appetibile per la malavita. La presenza di aziende – si ricordano anche la Tranz Veicom Srl e le società Veronatransport srl e Italspeedy di proprietà o controllate da persone con precedenti penali o con inchieste in corso per gravi reati di stampo mafioso – e gli arresti di diversi imprenditori locali ne sono la prova conclamata.

Se a ciò aggiungiamo che le informative dei Ros dei Carabinieri hanno provato che in città ci sono famiglie di riferimento della ‘ndrangheta che hanno incontrato imprenditori e amministratori pubblici del Comune di Verona, hanno organizzato summit nelle sedi di aziende, hanno provato a mettere le mani in alcune operazioni urbanistiche della città e ci sono stati anche incendi di aziende e ville, il quadro è allarmante.

Assunzioni nella PA: i dipendenti della Provincia vengono prima

L’ACI rispetta le norme che stabiliscono che nei concorsi pubblici i dipendenti della Provincia hanno la priorità? Dopo la legge Delrio che ha riformato le Province, sebbene con qualche errore, abbiamo l’obbligo di tutelare i dipendenti di quelle Amministrazioni. Infatti, con la legge di Stabilità 2015 abbiamo imposto la ricollocazione dei dipendenti provinciali in sovrannumero nelle altre Amministrazioni pubbliche stabilendone la priorità nelle assunzioni. Ebbene, nonostante questo, nel bando di concorso pubblico per esami per 12 posti di dirigente di seconda fascia dell’Automobile Club d’Italia, non mi pare che quella priorità sia stata rispettata. La norma prevede che l’Automobile Club d’Italia può assumere nel biennio 2015/16 o vincitori di concorsi le cui graduatorie risultino vigenti o approvate alla data dell’1.1.2015 o lavoratori in sovrannumero delle Province. La circostanza, invece, che l’ACI abbia bandito il concorso evidenzierebbe che non vi siano graduatorie vigenti o approvate a quella data. Mi sono rivolto al Ministro Madia perché credo che il bando e la procedura concorsuale attivata siano in contrasto con la normativa. Credo che il bando sia illegittimo e se quanto ho rilevato sarà confermato, il Ministro Madia intervenga per annullare il bando.

Tosi è al capolinea. Il PD riunisca il centrosinistra.

L’abbandono da parte della sua lista e della città è evidente. Ad oggi, l’unica forza che può costruire l’alternativa è il PD. Difficile che la Lega, che finora ha condiviso tutto, possa essere la soluzione. Come ha detto il capogruppo Rosato, il sindaco resta un avversario, ora e domani. Il PD veronese non segua ipotesi fantapolitiche con improbabili accordi con Tosi e si confronti con coloro che possono governare con noi la città. Certo, se continuiamo a far credere che Tosi potrebbe essere utile, come è stato fatto alle regionali e visto quel risultato, sarà difficile che qualcuno ci creda affidabili. In ogni caso, anche grazie al buon lavoro del gruppo consiliare, da settembre possiamo unire il centrosinistra per guidarlo verso l’alleanza con un civismo che vuole rompere gli schemi che Tosi ha imposto. Non vedo altro per superare il familismo, lo stallo amministrativo e progettuale e per far crescere Verona.

Infiltrazioni mafiose: ottime notizie in arrivo.

Il Prefetto di Verona ha emesso l’interdittiva antimafia nei confronti della Nico.Fer srl. E’ la conferma dell’allarme che ho lanciato sulle infiltrazioni mafiose a Verona.

Durante la visita della Commissione Antimafia, fatto non casuale, sono emersi la presenza di famiglie di riferimento della ‘ndrangheta che hanno incontrato anche amministratori pubblici del Comune di Verona nonché il fatto che imprenditori veronesi si incontravano con mafiosi per accreditarsi sul territorio come punto di riferimento.

Altre imprese locali sono state sequestrate perché gestite da persone affiliate alla ndrangheta. Si conferma, quindi, l’impianto dell’indagine “Aemilia” ed in particolare la ramificazione della malavita attraverso l’economia. Anche la nostra.

E che dire della conferma del Ministro Alfano che ad una nostra interrogazione ha risposto che: “..le indagini hanno messo in luce la presenza della ndrangheta nella provincia di Verona”?

Un pericolo che in tanti hanno sottovalutato. Anzi, anche criticato. Tosi, ad esempio, ancora non ha chiesto scusa ai Carabinieri che ha accusato di diffondere fango sulla città. Grazie a loro, invece, e’ stata scoperta una fitta rete criminale che ha provato a ramificarsi anche qui a Verona. Da qui la necessità di incontrare amministratori pubblici.

Su questi rapporti serve fare un focus. Sono stati accertati interessi su alcuni dossier urbanistici del capoluogo e tra questi risulta anche interessato Moreno Nicolis, già arrestato e titolare della Nico.Fer. Srl. Non tutto è’ stato ancora chiarito.

Avevo ragione. Contro le imprese che si sono macchiate di contatti con la malavita non c’è valutazione che tenga: vanno interdette e basta. Questo chiedevo con l’interrogazione, sia per la Nico.Fer srl sia per Soveco spa, Gri.Ka costruzioni srl, Tranz.Veicom. Srl, Veronatransport srl e Italspeedy logistic srl, nella Nico. Fer srl.

L’interdittiva e’ la migliore risposta che lo Stato può dare.

Il Prefetto ha ben interpretato il diffuso sentimento di contrasto alle infiltrazioni. Adesso tocca alle Istituzioni locali. Ogni dubbio sia esposto nelle sedi deputate. Stupisce che finora siano intervenuti solo parlamentari e nessuna azione risulta da parte degli Enti, in primis il Comune di Verona.

Quale Partito serve per la città che vogliamo

Serve un Partito radicale sui temi e senza ambiguità strategiche, con una partecipazione diffusa, soprattutto dei giovani, che guidi l’area del centrosinistra nel rapporto con altri soggetti che vogliono l’alternativa al sistema di governo Tosi.
Serve un Partito che superi l’attuale assenza totale di confronto, interno ed esterno nonché le evidenti tracce di relativismo culturale e politico. Serve un partito che proponga una visione sulla città del futuro.
Per la città che vogliamo occorre valutare gli scenari di riferimento, ovvero la prossima trasformazione di Verona in ragione delle molteplici opportunità che il territorio offrirà: TAV, nuove infrastrutture, più logistica, alleanze per gli Enti partecipati ed altro ancora. Per capire la profondità e la globalità del cambiamento potrebbe essere utile una domanda: il sistema scolastico e’ pronto a supportare quanto accadrà per coglierne pienamente i frutti?
Da qui per formulare una proposta di governo.
Cosa non serve. Non possiamo permetterci di scimmiottare le posizioni altrui, di non contrastare il governo locale, di negare il rinnovamento, anche generazionale, di non sfruttare la straordinaria occasione offerta dal Governo del Paese, di rappresentare una parte minoritaria del territorio.
Serve, quindi, una chiara inversione di tendenza che sta relegando il PD in una posizione marginale.

 

Il PD veronese deve cambiare strada. Per vincere a Verona.

Il Partito: alle elezioni amministrative del capoluogo del 2017 dobbiamo arrivarci con il coinvolgimento più ampio possibile. Oggi prevale l’asfissia interna e vedo forme di relativismo culturale e programmatico: i dubbi sulle primarie, lo stucchevole errore di aver trasformato i fallimenti di Tosi in un nostro problema, vedi il traforo, l’aver alimentato la diffusa percezione che il Partito è diviso tra i pro Tosi e anti Tosi, le incondivisibili critiche ai sindacati.

Ricambio generazionale e identità: al contrario, punto molto su una stagione riformista e di rinnovamento, anche generazionale. Penso ad un PD con una linea chiara e identitaria. A tutti chiedo: quale PD serve per la città che vogliamo? Dobbiamo essere radicali sui temi e senza ambiguità, con una partecipazione diffusa, soprattutto dei giovani.

Progetto: alcuni spunti. Verona sta diventando una realtà di servizi e sta scomparendo la produzione, il manufatturiero. Abbiamo un polo culturale invidiabile, teatro Romano, l’Arena e la stagione areniana. Consorzio ZAI, Aeroporto e TAV sono opportunità da mettere a frutto. L’attrattività turistica del territorio. Da troppo tempo il PD non ne parla.

Strategia: il PD deve guidare l’area del centrosinistra nel rapporto con altri soggetti che vogliono l’alternativa a Tosi. Non comprendo la simpatia della segreteria verso il sindaco. Disorienta i nostri elettori. La sua stagione si chiude, difficile che la causa del problema sia anche la soluzione.
Il PD governa l’Italia. Per questo dobbiamo proporci come forza di governo per un territorio da anni fermo su se stesso. Consegnandoci ad altri – e non è una provocazione – negheremmo la nostra ragion d’essere nel dovere che abbiamo di incontrare e favorire il cambiamento.

Primarie: forse il segretario le pensa come scontro interno. Io penso all’opportunità che consentono di lanciare una persona che crei feeling con la città.

Con chi voteranno 300mila veronesi?

Nella definizione dei collegi plurinominali stabiliti con la nuova legge elettorale occorre salvaguardare l’omogeneità e la continuità territoriale di Verona.

Con l’Italicum il Veneto eleggerà 51 deputati suddivisi in 8 collegi plurinominali. Uno in più rispetto alle province presenti. Ogni collegio sarà composto da 590mila abitanti circa (con massimo il 20% in eccesso o in difetto) risultante dalla divisione della popolazione italiana (59.433.744) per i 100 collegi previsti e le liste saranno composte da 6 candidati. Verona che conta 900mila abitanti circa sarà divisa. In due o più parti?

I collegi saranno definiti dal Governo che si avvarrà di una commissione composta da dieci esperti e presieduta dal Presidente dell’ISTAT. I collegi plurinominali saranno decisi entro l’8 agosto 2015, ma già entro il 23 giugno il Governo avrebbe dovuto presentare la propria proposta al Parlamento. E’ in ritardo.

Il collegio plurinominale corrisponde al territorio di una provincia o al territorio di più province fra loro contigue.

L’impegno è quello di garantire la coerenza del bacino territoriale, l’omogeneità economica-sociale, le caratteristiche storico-culturali e la continuità territoriale di Verona.