Verso il Quirinale, in che modo?

Non si può far finta di niente: dopo il voto sulla proposta di legge Zan è chiaro a tutti che la scelta del prossimo Capo dello Stato inciderà sulle azioni politiche almeno fino a febbraio.

In questa nota (https://www.vincenzodarienzo.it/lesito-del-voto-fa-ben-sperare-pero/) ho già detto che non ero convinto sulla proposta di Letta quando dice che vorrebbe occuparsene da gennaio, e il voto segreto sui crimini d’odio è la conferma di quanto pensavo.

Visto che per quell’appuntamento servono alleanze, la domanda è: con chi costruiamo la proposta per il Quirinale?

Il primo errore da evitare è che ci si rinchiuda nel recinto di coloro che insieme a noi hanno sostenuto la proposta Zan. Quei numeri non basterebbero e per giunta regalerebbero alle destre donne e uomini che potrebbero stare al nostro fianco.

Il rischio di essere posti ai margini è concreto.

Il secondo errore è subire i giochi altrui, a partire dalle destre che stanno già calcolando i numeri a supporto, niente poco di meno, di Berlusconi.

Ebbene, per non stare a guardare o, peggio ancora, aspettare gennaio, è necessario evitare la faccia truce e coinvolgere immediatamente tutti, palesi e mascherati. Questi ultimi, peraltro, non sono solo nel campo di Italia Viva, ma si annidano in giro tra le file della nostra area di riferimento.

Chiudersi in un perimetro ristretto farebbe solo un favore agli altri, compresa la spregiudicatezza di Renzi che sta agendo in un campo dove ci sono solo minoranze che non hanno i numeri sufficienti per eleggere il Presidente della Repubblica.

Se qualcuno pensa di toglierlo dai piedi, di evitare le sue manovre e di “cacciarlo via” (non ho capito bene da dove), ci chiuderebbe in un fortino senza la forza dei numeri.

Ovviamente, è sempre possibile giocare una partita di questa natura, ma allora a quel punto si fa questo SOLO se c’è un nome incontestabile che metterebbe le destre all’angolo, soprattutto nell’opinione pubblica, come è stato ai tempi di Mattarella.

Non mi pare che ce ne siano tanti in giro, quindi, quel nome incontestabile potrebbe essere quello di Draghi, sul quale ho già espresso le mie forti perplessità (https://www.vincenzodarienzo.it/draghi-si-draghi-no/). Se così fosse devo pensare che Letta pensa alle elezioni anticipate?

Sarebbe l’ulteriore e doppio errore mortale. Spostare Draghi al Quirinale impedirebbe a lui di agire per l’Italia, di assumere ruoli rilevanti in Europa e costringerebbe noi ad affrontare in queste condizioni un voto politico con una legge elettorale che consegnerebbe alle destre una facile vittoria.

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