Verso le elezioni comunali

Nella primavera dell’anno prossimo sono previste le elezioni per il rinnovo del Consiglio comunale di Verona.

Sta per scadere, finalmente, il mandato del sindaco. È evidente a tutti che questi anni sono trascorsi senza novità particolari.

L’Amministrazione si è limitata alla gestione amministrativa ordinaria – pur importante, intendiamoci – ma nessun progetto significativo che abbia caratterizzato il mandato ricevuto dai veronesi.

Ovviamente, come sempre accade, il giudizio negativo su quanto fatto, abbastanza diffuso in città, non significa automaticamente spostare consensi su altri candidati.

Tocca, quindi, a noi, proporre sia una persona credibile ed autorevole sostenuta da uno schieramento ampio sia un progetto che colga tutte le occasioni possibili per lo sviluppo e la crescita di Verona in modo da attrarre i consensi che servono.

Tutti, anche di quelli che normalmente non votano per il centrosinistra.

Io penso che la prima cosa essenziale sia unire tutte le forze progressiste, civiche e politiche tradizionali.

Questa è la condizione necessaria per competere. Lo è da sempre e se non ci riusciamo – ricordiamoci il grave errore che è stato commesso nel 2017 – è certa l’esclusione dal ballottaggio con competitor da anni in campagna elettorale come il sindaco uscente e Tosi.

Anzi, la proposizione di due candidati collocati nell’area del centrodestra, consentirebbe un’opportunità non sempre ripetibile.

Quindi, l’unità del centrosinistra è la prima cosa da fare e spero che ognuno metta da parte rivendicazioni e livori del passato.

Importantissimo sarà il candidato.

Non è un segreto per nessuno la possibilità della candidatura di Damiano Tommasi nei confronti del quale i contatti tra le forze progressiste ci dicono che garantirebbe quell’unità che serve.

Questo sarebbe lo scenario migliore, quindi, ma in politica è sempre necessario valutare ogni situazione.

Pertanto, cosa facciamo nel caso in cui la candidatura Tommasi non sarà possibile?

Convinto come sono che l’unità è imprescindibile, la cosa che reputo più utile è individuare la persona che maggiormente unisce il nostro schieramento.

Sembra un’ovvietà, ma non sempre è scontato, purtroppo.

E in che modo va scelto?

Questo sarà un tema rilevante, perché le modalità sono diverse: le primarie di coalizione (ovvero scelgono gli elettori) o una rosa di nomi che ogni forza propone al tavolo di confronto.

Due modi diversi tra loro, entrambi con le proprie potenzialità e insidie.

Non vedo altri percorsi possibili, ma se tutti perseguiremo l’unità del centrosinistra – civico e politico – sono convinto che faremo bene la nostra parte.

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