Via Almirante, una vergogna insopportabile

Mar 15 2019
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Il Consiglio Comunale di Verona ha approvato una mozione che impegna il sindaco ad intitolare una strada della città a Giorgio Almirante.

Le informazioni

Giorgio Almirante, come si rileva da ogni documento storico, reduce della Repubblica Sociale di Salò:

  • è stato sempre animato da profonda lealtà verso Mussolini e il fascismo che non mai rinnegato in vita e fu tra i firmatari del “Manifesto della razza” e segretario del comitato di redazione della rivista antisemita e razzista “La difesa della razza”;
  • è stato agli ordini dei nazisti e ne ha favorito le idealità. Lo testimonia il testo del manifesto da lui sottoscritto in qualità di Capo di Gabinetto del Ministero della Cultura Popolare il 17 maggio 1944 con il quale intimava “agli sbandati ed appartenenti a bande” di consegnare le armi e a coloro che non si fossero presentati la minaccia di considerarli fuori legge e passati per le armi mediante fucilazione nella schiena;
  • è stato sempre pronto a servire i nazisti, firmò una circolare con la quale disponeva – in qualità di curatore della propaganda del Decreto Graziani avente per oggetto le modalità di repressione dei gruppi partigiani – anche la divulgazione delle comunicazioni delle autorità tedesche in materia;
  • si è fatto scudo dell’immunità parlamentare per sfuggire alla condanna per favoreggiamento per aver finanziato il terrorista neofascista Vincenzo Vinciguerra, autore della strage di Peteano in cui furono trucidati tre giovani Carabinieri. Nel processo venne condannato l’altro imputato che con lui aveva destinato la somma di 35 mila dollari al terrorista Carlo Cicuttini, dirigente del MSI friulano e coautore della strage, così come risultava dai documenti che provarono il passaggio del denaro tramite una banca di Lugano, il Banco di Bilbao e il Banco Atlantico.

Almirante venne condannato per collaborazionismo con le truppe naziste e per questo reato fu emesso nei suoi confronti un provvedimento di confino di polizia.

I dati sono incontrovertibili: la figura di Almirante è portatrice di messaggi violenti, razzisti, divisivi e mai potrà essere riconosciuta diversamente e perennemente ricorderà gli anni dolorosi del fascismo e del nazismo mentre l’intitolazione di una strada è un atto commemorativo che si ispira all’esatto contrario, ovvero a quei valori di liberta e democrazia espressi da chi ha combattuto e affermato i valori delle libertà oggi sancite nella Costituzione.

Medaglia d’Oro alla Resistenza

Il 25 settembre 1991 la Repubblica Italiana segnalando come degni di pubblico onore gli autori di atti di eroismo militare, ha attribuito a Verona la Medaglia D’Oro al Valor Militare per la Guerra di Liberazione riconoscendone il ruolo rilevante nella medesima. Stride, quindi, il forte contrasto tra i valori testimoniati da Almirante e quelli della città in cui si dovrebbe intitolare una strada.

L’intitolazione di una strada ad un fascista, razzista ed antisemita rischia di divulgare un giudizio di valore nei confronti della pubblica opinione tale da creare equivoci sulla sua figura nonché apprezzamento ed emulazione del suo pensiero e delle sue gesta ed il riconoscimento della Pubblica Amministrazione, stranamente scevro da ogni commento sulla controversa figura di Almirante, suona come il riconoscimento di quelle idee razziste, esattamente il contrario di ciò che un’Istituzione democratica dovrebbe fare.

Interrogazione parlamentare

Ho chiesto al Ministro Salvini, e con me tutto il Gruppo parlamentare PD al Senato, di valutare se la scelta di intitolare una strada della città di Verona a Giorgio Almirante si configuri come ipotesi di apologia del fascismo, quali iniziative intenda adottare per rendere inefficace la mozione approvata dal Consiglio Comunale di Verona e quali iniziative intenda adottare affinché siano confermati i cardini valoriali della democrazia e della libertà presenti nella nostra Costituzione, nonché per contrastare le idee e le azioni che hanno contraddistinto il fascismo e la controversa figura di Giorgio Almirante.

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