Voto amministrativo. Che succede?

Premesso che si è votato per i Sindaci e per il rinnovo dei Consigli Comunali e detto che è possibile comunque valutare i grandi numeri, ovvero i grandi agglomerati urbani, si può ragionevolmente affermare che il voto espresso da 12 milioni di italiani ha premiato i moderati europeisti che hanno un approccio pragmatico alle situazioni post pandemia ed ha punito i sovranisti nazionalisti che non nascondono la loro insofferenza verso la casa comune europea e manifestano idee ambigue, se non contrarie,  ai vaccini ed al green pass.

Oltre a questo, rileva che il centrodestra a trazione Salvini/Meloni “costringe” a restare casa fette rilevanti del proprio elettorato e prevale laddove il candidato non è loro stretto appartenente.

Dopo i grandi sacrifici imposti dalla pandemia, gli italiani vogliono uscirne con la buona amministrazione, il pragmatismo dei programmi e non con il populismo della protesta continua.

Se poi aggiungiamo la lotta per la supremazia tra quei due, la ricerca dell’identità che porta al travaso di voti tra loro stessi e il problema della selezione della classe dirigente che hanno, possiamo dar ragione a Berlusconi che molto più chiaramente di noi ha detto che quei due non governeranno mai l’Italia.

Nel voto, quindi, sono stati premiati i partiti che hanno dimostrato lealtà al Governo Draghi, di cui gli italiani ne apprezzano la competenza e sono stati puniti quei partiti che anche adesso dicono le stesse cose di anni fa, nonostante la nuova fase che l’Italia sta vivendo con Draghi.

Gli italiani vogliono uscire dal dramma pandemico e chi meglio dei pragmatici moderati, dei fiduciosi nella scienza e dei competenti amministratori può dare loro la fiducia che serve? O crediamo che dalle situazioni difficili si esce urlando contro tutto e tutti?

C’è un altro dato: il voto ha premiato in gran parte i candidati politici e sconfitto i civici del centrodestra. Ergo, i candidati civici riflettono e completano la credibilità programmatica dei partiti che li sostengono e non sono un dogma sempre felice e vincente.

E adesso?

L’insuccesso ha dato alla testa a Salvini. Da giorni sbraita e si agita contro Draghi, addirittura accusandolo di mentire sull’aumento delle tasse e tanto da chiedere un suo impegno per iscritto (tralascio volutamente la sua battaglia per aprire le discoteche).

Credo che gli italiani sappiano bene a chi dare ascolto e conoscano da lontano chi mente per abitudine.

Ma, tant’è.

A noi spetta proseguire su questa strada che è stata premiata: sostenere il Governo con convinzione, continuare ad essere forza tranquilla, restare nel solco del moderatismo con una certa dose di radicalità sulle idee, per contrastare ogni ipotesi che porti l’Italia in altre direzioni.

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